Roma, 5 set – Gli occhi sono puntati sul governo Conte bis, con tanto di servizi fotografici di rito sul giuramento, i commenti, gli sguardi, i familiari dei ministri, le mise delle ministre. La gioia dei pentastellati, i selfie dei piddini. Ma chi – tra le fila del Movimento 5 Stelle – non è stato confermato ha ben poco da festeggiare. Anzi. E’ il caso del grillino della prima ora, del No Tav Danilo Toninelli – silurato per far posto al Mit alla vicesegretaria del Pd Paola De Micheli (che magari la Tav la vuole, chissà). Toninelli sarà rimasto male perché ora che sul fronte porti aperti e sbarchi à gogo non ci sarebbe stato più alcun problema con il Viminale, proprio ora che avrebbe potuto lavorare tranquillo, è dovuto andare a casa. Comunque, non lascia trasparire il disappunto  – se non fosse per quel lamento sulla “campagna mediatica pianificata” contro di lui) e su Facebook elenca tutte le cose fatte nei mesi in cui è stato ministro (a parte la Tav, è ovvio).

Trenta piena di rabbia lancia minacce al nuovo governo

Chi invece non l’ha presa per niente bene e l’ha fatto capire chiaramente è Elisabetta Trenta, ex ministro della Difesa e altra “trombata” illustre tra i 5 Stelle. Per giorni mentre impazzava il totoministri la sua casella sembrava blindata, e invece. Anche lei lascia la poltrona a un dem, nello specifico a Lorenzo Guerini. “Sapevo che il Movimento non mi avrebbe lasciato al ministero – confessa l’ex titolare della Difesa al Messaggero -. Non sono contenta, non meritavo tutto questo. Sono stata una delle persone che ha lottato più di tutti contro Salvini. Voglio stare zitta perché in questo momento potrei dire di tutto e contro tutti“. Un che di minaccioso misto a tanta acredine. Uno stile che avevamo imparato a conoscere nei continui scontri con l’ex ministro dell’Interno sul fronte degli sbarchi. Fa specie poi che rivendichi l’aver lottato contro Salvini come motivo di merito per restare. (Ma lo sa, la Trenta, che Conte ha detto che il suo è un “governo per” e non un “governo contro”?).

L’ex titolare della Difesa ha dei sospetti sul neo ministro dell’Interno


La Trenta dubita anche del suo capo politico: “Non so se Luigi Di Maio mi abbia difeso, queste cose vanno valutate a freddo e non a caldo. Adesso ho mille pensieri contrastanti. E tanta rabbia. Ma voglio fare io una domanda”. “Il ministero della Difesa – sostiene – è un ministero importante, il Viminale è un ministero altrettanto importante. È opportuno che ci siano due correnti politiche in entrambi i dicasteri?“, “siamo sicuri che i tecnici siano abbastanza tecnici?”. “Il mio successore  – cerca di spiegarsi meglio – è del Pd. Quindi devo pensare che Lamorgese lo sia. Non so cosa dire. Anzi, non mi va più di parlare. Ho da fare”.

Ludovica Colli

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7 Commenti

  1. ..credeva di farsi”bella” e avere appuntata un medaglia con promozione e invece gli hanno appuntato un caxxo in c.lo…e così, anche, per Tontinelli..

  2. La paga di GIUDA! I TRENTA denari! Adesso non Ti resta che l’ ultimo gesto dell’ Iscariota… Ma non lo farai… Perché?… Mi dirai… Perché la consapevolezza di essere ciò che sei, (ancora), non ce l’ hai…..

  3. Servivano prove per
    sapere che Grullini e Pidioti stavano tramando da mesi ?

    Unica soddisfazione sapere che i 2 squadristi se la sono presa nel. … e gli fa anche male , soprattutto all’ incapace ministro
    della difesa
    (ultimo di valore Ignazio).

    Già che c’erano , per dar più valore al TRADIMENTO
    anti-italiano …. potevano aspettare lo storico 8 settembre …

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