Roma, 18 apr – Sul taglio ai vitalizi il M5S ci ha costruito la sua prima battaglia politica, non appena è stato varato il governo gialloverde. L’odiata casta – questo il pensiero dei pentastellati – non può guadagnare troppo di più dell’italiano medio. Una battaglia che, nell’era della crisi delle élite, non poteva che riscuotere grande successo. Ma a quanto ammontano veramente i redditi dei politici? In effetti, ben pochi lo sanno. Eppure, dal 2014, è tutto visibile sul sito del Parlamento. Vediamo allora chi sono i più ricchi e i più poveri.

I ricchi

Il primo posto, ovviamente, ha un re indiscusso: Silvio Berlusconi. Anche se non è stato eletto all’ultima tornata elettorale in quanto non candidabile, l’ex cavaliere vanta un reddito che, attualmente, è impossibile da raggiungere: nel 2018, infatti, Silvio ha dichiarato la bellezza di 48 milioni di euro, 48 milioni e 11mila per la precisione. Il secondo posto, invece, se l’è aggiudicato un altro forzista, nonché fedelissimo di Berlusconi, ossia Adriano Galliani. Entrato l’anno scorso per la prima volta in Parlamento, il reddito dell’ex ad del Milan ammonta a 10 milioni e 698mila euro. Se però mettiamo da parte i pesi massimi, l’ultimo gradino del podio spetta di diritto al ministro della Pubblica amministrazione, l’avvocato Giulia Bongiorno che, nel 2018, è stata eletta senatrice in quota Lega, e che ha dichiarato 2 milioni e 833 mila euro, scartando di poco un altro berlusconiano di ferro e collega della Bongiorno, e cioè l’avvocato Niccolò Ghedini che può disporre di un reddito di 2 milioni e 112 mila euro.

I benestanti


Chi non se la passa affatto male è anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che ha dichiarato ben 370mila euro. Seguono a ruota i due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Se il leader della Lega dispone di circa 102mila euro (tutti provenienti dal suo ufficio pubblico) più altri 13mila, il capo politico del M5S ne incassa circa 98mila. Ma anche chi sta fuori dal governo non piange: Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, con i suoi 97mila euro, guadagna praticamente quanto il ministro del Lavoro – nonché vicepremier – Di Maio. Più sbilanciata, invece, è la situazione della seconda e della terza carica dello Stato. Se il presidente della Camera Roberto Fico intasca 98mila euro, Elisabetta Alberti Casellati può disporre di un patrimonio annuo molto più sostanzioso, e cioè 414mila euro.

I poveri

Andando avanti nella classifica dei redditi dei politici, è da dire che di poveri nel senso tecnico del termine, ovviamente, non ce ne sono. Anche perché uno stipendio da parlamentare ti garantisce in ogni caso un’esistenza ben al di sopra degli introiti dell’italiano medio. Eppure c’è chi, di suo, non può dichiarare molto, come ad esempio i pentastellati Davide e Piera Aiello, o come Stefania Ascari, i quali non hanno addirittura presentato il 730, oppure hanno dichiarato guadagni talmente bassi che non prevedono un reddito imponibile. Chi invece ha accusato il colpo della retrocessione da «pezzo grosso» a pedone è stato senz’altro Matteo Renzi: l’ex segretario del Pd, infatti, è passato da 100mila a circa 28mila euro.

Vittoria Fiore

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