Catania, 12 ago – Aveva annunciato a gran voce e con un sorriso, il suo arrivo in Sicilia, ma quella di Catania è stata una delle domeniche più intense del tour estivo del ministro Salvini. Il ministro dell’Interno ha fatto ingresso nella sede del comune etneo. Ad attenderlo, all’esterno, una folla. Non la solita folla acclamante, una di quelle folle che per l’occasione si veste di massa. Circa un centinaio i contestatori, capeggiati da Potere al Popolo e da militanti di alcuni centri sociali, che hanno condotto una mini-rivolta nella stupenda piazza Duomo.

Non si sono fatti attendere con i loro cori e i loro insulti verso il ministro che teneva una conferenza stampa insieme al sindaco etneo Pogliese. Mentre Salvini da palazzo degli elefanti commentava negativamente i risvolti del reddito di cittadinanza, in piazza le urla con i vari “Traditore”, “Buffone”, “Odio la Lega” facevano da cornice al caldo pomeriggio catanese. Clima sprezzante, dunque, personaggi che per l’occorrenza si tramutano in urlatori politici d’assalto.

Una visita frettolosa

Salvini però ha fatto un ingresso repentino e un’uscita ancor più frettolosa, scortato e protetto dall’imponente cordone di sicurezza della Polizia di Stato. Il ministro ha lasciato Catania intorno alle 18.30 alla volta di Siracusa. Qualche bottiglia e qualche oggetto sono stati scagliati con violenza verso le auto del convoglio di stato confermando che non era il luogo e il momento giusto per soffermarsi a gustare “una granita con gli amici” come anticipato in un’intervista.

E’ stata sicuramente una delle tappe più contestate e segnanti nel tour di Matteo Salvini, è come se la crisi di governo creatasi dopo le sue dichiarazioni abbia dato il via alla ribellione di quella frangia di popolo che da tempo, forse, non ostentava ammirazione verso il ministro dell’interno. Non bisogna dimenticare che Catania è la città dell’ormai famoso “arancino per i migranti”. C’è da chiedersi: è il solito odio dei soliti noti nei confronti di Salvini, o c’è un vero sentimento di delusione per la caduta del Governo?

Rosario Lanzafame

1 commento

  1. A mio avviso non è stata per niente una buona idea mandare a monte l’alleanza. L’unica cosa che mi impedisce di cambiare (quando ci sarà concesso esprimerci) il mio orientamento di voto è il fatto che non esiste un’alternativa. Proprio non esiste. Niente di niente.

    Siamo in un vicolo cieco, con Salvini che è quel che è, e gli altri “votabili” con qualche plausibile speranza di non buttare via il voto che hanno dimostrato di essere parecchio peggiori. Sarei più che lieto di leggere, un giorno di questi, che i due vice hanno cambiato idea e che, dopo aver aggiornato i loro accordi (senza stravolgerli), riprendono il percorso che stavano seguendo.

    La cosa che più mi fa rizzare i peli sul collo è sentire Salvini dire che ripone fiducia nel presidente della repubblica. Probabilmente non si ascolta, oppure ha preso troppo sole, oppure finge per nascondere qualche strategia che manco mi sogno, ma… non si ricorda chi è il presidente e quali ha già dimostrato essere i suoi intendimenti?

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