Roma, 9 lug – Matteo Salvini è a Caltagirone per l’inaugurazione dei locali del nuovo Commissariato di Pubblica Sicurezza e del Distaccamento della Polizia Stradale. Dalla città siciliana il ministro dell’Interno ha replicato duramente alle accuse di Vincenzo Spadafora, sottosegretario M5S alle Pari Opportunità, invitandolo a dimettersi. Al contempo ha festeggiato la chiusura del Cara di Mineo, ovvero il centro di accoglienza per immigrati più grande d’Europa. “Alcune indagini hanno portato alla luce fattispecie evidenti di mafie non solo italiane, ma anche nigeriane che dal Cara di Mineo si sono allargate come potenza operativa dello spaccio su tutto il territorio. Adesso il Cara chiude ed è una bellissima mattinata”, ha affermato Salvini.

“Con la chiusura del Cara di Mineo siamo passati dalle parole ai fatti. Risparmiamo un sacco di quattrini e si recuperano forze dell’ordine per il territorio. Stiamo lavorando per riconvertire il personale e stiamo ragionando su cosa sarà dopo di questo posto in termini di ricchezza e sviluppo”, ha precisato poi il ministro dell’Interno. Una delegazione di ex dipendenti del centro di accoglienza ha contestato il vicepremier, esponendo alcuni striscioni e scandendo slogan di questo tenore: “Lasciati in mutande”, “Io sto con Carola e Alex: porti aperti”, “Ne salveremo 49 milioni + interessi”. Una reazione che non ha turbato più di tanto Salvini.

“Non esistono sbarchi fantasma”

“Chi pensa di fare business sull’immigrazione di massa, deve cambiare ragione sociale. E’ il segnale che parte da Mineo ed è rivolto a tutti. Il fenomeno è sotto controllo”, ha dichiarato il vicepremier. “Questo doveva essere, in base alle carte, un centro per ospitare minori stranieri non accompagnati, ma fortunatamente siamo riusciti a ridurre, mettendoci in gioco, il numero di arrivi, il numero di morti”, ha detto ancora Salvini.

Poi il leader leghista ha mostrato un certo ottimismo: “Il Viminale censisce tutti gli arrivi, ci saranno centri più piccoli, meno costosi, più controllabili e controllati, anche nel catanese” e “non esistono sbarchi fantasma”. Ecco, quest’ultima affermazione è leggermente discutibile, alla luce proprio dei numerosi gommoni carichi di clandestini non intercettati.

Alessandro Della Guglia

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