Roma, 27 apr – La coalizione di centrodestra non si spaccherà, parola di Matteo Salvini. “Non accadrà: non lascio Silvio Berlusconi“, così il leader della Lega in merito ai rumors di una su rottura con il leader di Forza Italia, lunedì prossimo, all’indomani della vittoria in Friuli.
Anche il Cav ne è convinto: “Salvini non strapperà, resterà nel centrodestra“. Il leader della Lega resterà nella coalizione dopo il voto in Friuli Venezia Giulia? “Sicuro”, risponde convinto. “Sono storie inventate da chi ha interesse a inventarle”, spiega Berlusconi.

Il capo politico della Lega – in Friuli per tirare la volata al suo fedelissimo Massimiliano Fedriga, il quale potrebbe vincere con percentuali bulgare – smentisce così tutti i rumors sulla possibilità di una rottura con i suoi alleati per dar vita a un governo con i 5 Stelle. Anzi, Salvini la butta sulla coerenza: “Non vedo perché dovrei cambiare idea ogni quarto d’ora: non faccio come Renzi o Di Maio. Mi presento alle elezioni con una squadra e vado avanti con quella squadra”.
“Non possiamo tenere il Paese sospeso per altre settimane o altri mesi. Se non si trova un accordo tra i primi e i secondi, si torni alle urne subito, entro l’estate – avverte il leader della Lega – . Non sta scritto né in cielo né in terra che si debba arrivare a ottobre. Anche perché, con l’aria che tira, io penso che una maggioranza qualcuno la porta a casa se si vota a giugno”.
E a chi gli potrebbe contestare che con l’attuale sistema elettorale difficilmente qualcuno potrebbe ottenere i numeri per governare, Salvini replica: “Se si vuole, la legge elettorale la approviamo in 15 giorni: chi prende un voto in più governa, lista o coalizione“. E respinge fermamente l’ipotesi di un esecutivo del Presidente (leggasi governo tecnico, la sciagura peggiore): “I governi tutti insieme per non fare niente non sono quelli per cui ci hanno votato”.
Poi il capo politico della Lega liquida la possibilità di un’intesa tra grillini e dem: “Le percentuali di un governo tra Pd e Cinquestelle sono pari a zero: è un accordo contro natura e soprattutto una presa in giro agli italiani”. Ancora: “Si tratta di una telenovela stucchevole. Fossi un elettore dei Cinquestelle avrei problemi o proverei vergogna: però ognuno fa le proprie scelte”.
Poi Salvini ci tiene a precisare che fosse per lui si potrebbe tornare al tavolo delle trattative con i pentastellati. Fermo restando i paletti di sempre (in primis che Berlusconi deve essere della partita): “Non cedo a veti, controveti e capricci. Il centrodestra ha vinto con un programma comune e siamo ben disponibili a dialogare con i secondi arrivati ma non coi terzi”.

Immediata la replica del segretario reggente del Pd, Maurizio Martina: “Salvini dovrebbe solo tacere perché è colpa loro se siamo arrivati fino a qui dopo 50 giorni di tira e molla, di caos e di scontri. Lezioni da Salvini non ne prendiamo perché per altri due mesi ha raccontato agli italiani solo bufale. È stato giusto fino a qui ribadire con coerenza e nettezza che l’onore e l’onere della prova spettasse a loro – dice Martina – Ma loro non ce l’hanno fatta, offrendo solo ambiguità. Ci hanno dato 50 giorni di proclami senza un passo concreto per il Paese”.

Secondo il dem, infine, “un governo con Salvini come azionista di riferimento ci porterebbe da Orban contro gli interessi italiani. Andate a vedere come quei Paesi non hanno mai aiutato l’Italia su alcuni temi cruciali come quelli dell’immigrazione e scoprirete una grande verità dietro alla propaganda leghista”.

Insomma, il messaggio – forte e chiaro – è per Mattarella, l’Ue, i mercati e gli alleati militari: un governo con la Lega creerebbe non pochi problemi sul fronte dell’accoglienza (e del business che ci sta dietro).

Adolfo Spezzaferro

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