Roma, 16 ago – La crisi di governo più pazza del mondo si sta trasformando sempre di più in una telenovela. Per chi si fosse perso qualche puntata la situazione al momento è questa. Matteo Salvini, dopo aver capito di non riuscire ad ottenere il voto in autunno e spaventato dall’idea di un governo Pd-M5S, sta pensando ad una clamorosa marcia indietro. Le dichiarazioni di ieri parlano chiaro. Salvini non vuole più pieni poteri come una settimana fa, ma spera “di rimanere ministro dell’Interno molto a lungo”, e ci tiene a far sapere a Luigi Di Maio “che il suo telefono è sempre acceso” e continua a chiamarlo “amico e collega anche se lui non vuole”. Il leader leghista, che fino a pochi giorni fa bollava l’idea di un rimpasto come una roba da Prima Repubblica, ieri ha detto “servono ministri dei sì” e sottolineato che la priorità “è impedire che Renzi e la Boschi non governino più”.

Di Maio e Conte contro Salvini

Insomma Matteo Salvini, dopo il fallimento della sua strategia, ha fatto un cambio di rotta di 180 gradi. La risposta di Luigi Di Maio però è stata tutt’altro che conciliante: “Ora è pentito, ma ormai la frittata è fatta. Ha fatto tutto da solo, per tornare dopo nemmeno 24 ore nelle braccia di Berlusconi. Ognuno è artefice del proprio destino. Buona fortuna”. I toni e l’utilizzo dei social fanno assomigliare la crisi di governo alla fine di una relazione tra adolescenti. Anche il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, normalmente un po’ più compassato dei suoi due vicepremier, ieri ha utilizzato Facebook per attaccare Salvini, accusandolo di “sleale collaborazione” sul tema immigrazione e Ong, di operare “strappi istituzionali”, di pensare solo al consenso con la “foga e l’ansia di comunicare”, ribadendo infine che “questa esperienza di governo è ormai agli sgoccioli”.

Le mosse di Conte


E ora che succede? L’attacco palese e pubblico di Conte a Salvini, ora in una posizione di forza rispetto al ministro dell’Interno, rappresenta probabilmente la volontà del premier di dare vita ad un “Conte bis” ma con una maggioranza diversa di cui la Lega non farà parte. Il 20 agosto Giuseppe Conte interverrà in Senato, mentre il 21 sarà alla Camera. Il premier proporrà le sue vie d’uscita mettere fine alla crisi di governo, che al momento sembrano sostanzialmente due: deciderà di dimettersi e andrà dal Capo dello Stato, con la palla che passerebbe a Mattarella, oppure potrebbe tentare di rilanciare direttamente in Aula l’esperienza di governo (ma con quale maggioranza e come?).

Fase di stallo, i 5 Stelle non sanno che fare

Sostanzialmente ci troviamo in una fase di stallo, con la matassa che inizierà a dipanarsi solo in questi giorni. Esiste ancora uno spiraglio per Salvini per tornare indietro e ricucire con i 5 Stelle? Oppure la strada che porta all’inciucio tra pentastellati e Pd è ormai quella più praticabile? In realtà pure dalle parti della Casaleggio e associati la situazione non è chiarissima. Le urne sono da scongiurare per motivi di consenso e per evitare di far perdere la poltrona ai parlamentari, la ricucitura con Salvini (il “ministro del tradimento” come lo ha chiamato Di Battista) rappresenterebbe un’ulteriore concessione al segretario leghista, mentre un governo in alleanza col Pd, realizzato attraverso un “gioco di palazzo”, resta comunque difficile da spiegare a iscritti ed elettori.

Pd tra panico e dialogo con i 5 Stelle

E il Pd? Dalle parti del Nazareno l’ipotesi di un nuovo accordo tra Lega e 5 Stelle genera il panico, dopo che lo stesso segretario Nicola Zingaretti, dopo il rifiuto iniziale, aveva tutto sommato accettato di realizzare con i pentastellati un “governo di legislatura” per dirla con Bettini. In attesa di capire se la “pace” tra Salvini e Di Maio sia uno scenario possibile, i dem continuano con la strategia del dialogo. Ieri Zingaretti aveva applaudito al rimbrotto di Conte nei confronti di Salvini: “Bene Conte. La strategia dell’odio non risolve i problemi, li aggrava e li scarica su esseri umani. La vicenda Open Arms è l’ennesima prova del fallimento della politica di questi mesi”. Ora resta da capire quanto avanzate siano le trattative per l’inciucio coi 5 stelle.

Davide Di Stefano

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  1. Salvini pentito ? e di miao no ? Eppure e’ stato proprio di miao a sceglierLo tra i peggiori elementi del parlamento. E’ stato proprio di miao a farsi complice nell’approvazione del DL “vergogna” bis, e’ stato proprio miaomiao a salvarlo nell’affare “Diciotti”.!! Adesso che si potrebbe credere di esserci salvati dalla “flat tax”, dai “minibot” e dalle “demenziali autonomie regionali”, vuoi vedere che si rimettono insieme per finire di rovinare gli italiani?
    Eppure ci sarebbero i soldi per evitare la finanziaria lacrime e sangue:
    1) chiudere RAI, Alitalia ed altre aziende partecipate (sia statali che regionali che comunali) in passivo
    2) chiudere tutti gli enti inutili
    3) elimnare il rimborso spese ai partiti (tutti)
    4) introdurre la tassa Irpef al 100% al di sopra dello stipendio massimi (o pensione d’ oro, o liquidazione d’ oro)
    5) abolire il TFR a chi il proprio stipndio se lo stabilisce da solo.
    Con i soldi risparmiati si potrebbe dare il RDC a tutti i dipendenti che rimanessero senza stipendio, anche ai dirigenti, (ma non di piu’).

  2. Ho l’impressione che la Politica Italiana sia malata di nostalgia e fuori della realtà. Zingaretti afferma che
    bisogna far pagare le tasse agli Italiani, e non è riuscito a capire che chi lavora onestamente chiude bottega
    nel giro di qualche mese perchè i conti non tornano.
    L’inaffidabile Salvini nella Sua visione immaginifica quanto ipocrita del “Prima gli Italiani” non ha capito che a parte i gruppetti fanatici per l’una o l’altra parte la politica non interessa più
    Gli Italiani come in tutto il mondo, specie i giovani, vogliono libertà . Per esperienze vissute la maggioranza
    odia scartoffie da firmare , detrazioni graduatorie , livelli, bolli , firme e tasse demenziali rinuncia e preferisce lavorare in nero mettendo insieme lauti stipendi ben superiori a quelli dei contratti .
    E’ il fenomeno del progresso che i politici non accettano ma ormai è legge di mercato che i politici non
    ammettono . Di Maio ha scontentatoi tanti giovani perchè ora sanno che dovranno pagare tasse pesanti Ci sono migliaia di posti scoperti un giovane in gamba in nero si porta a casa 5000 e più € al mese mentre a contratto ne porta a casa meno di 2000 più le tasse.
    Il problema da affrontare è questo e la politica non lo capisce . L’Italia non è un paese liberale quando
    Zingaretti dice che bisogna far pagare le tasse. La sua classe politica gadagna qualche centinaio di € l’anno
    milioni di Italiani arrivano appena a ventimila
    A QUANDO UN RIEQUILIBRIO

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