Roma, 23 set – 5702d083c461886a5d8b45d3Quando si parla di lobby la prima l’immagine che collegate probabilmente è quella di un signore in giacca e cravatta che vi assicura che no, non esiste nessuna lobby o gruppo di pressione. Insomma, qualcosa che non esiste.

In nome di qualcosa che non esiste appunto una trentina di star del jet set americano (Robert Downey Jr, Scarlett Johansson, Mark Ruffalo, Clark Gregg, Cobie Smulders, Don Cheadle, Neil Patrick Harris, Jesse Williams, Julianne Moore, Keegan-Michael Key, James Franco, Stanley Tucci etc..) si sono riunite sotto la regia di Joss Whedon per registrare un video dove si invitano gli americani a registarsi e votare per le prossime presidenziali.

Ovviamente non si raccoglie un numero così alto di celebreties solo per invitare a votare. Lo si dice chiaro nel video “Ma raccogli un così alto numero di persone famose solo se l’obiettivo è qualcosa che ci sta veramente a cuore. Un’epidemia, una crisi ecologica o un codardo razzista che può danneggiare la nostra società in maniera permanente.”. Ovvero Trump secondo lo schema nel quale è stato relegato (non senza colpa) dalla intellighenzia americana. Trump che non viene mai nominato, si badi, ma che viene evocato nel solito schemino che anche in Italia la sinistra usa. “Non possiamo accettare che un razzista..” / “Vogliamo dare armi nucleari a un uomo del genere” / “Ne va del nostro mondo..” / “Dobbiamo fermare l’incubo..”

La produzione è a cura del “Save The Day PAC” (dove PAC sta per Political action committee) e “Non è pagata da nessun candidato”. Il piano è di arrivare a produrre altri 15-20 video prima delle elezioni con un solo obiettivo: non far votare Trump.
Sì perchè ormai è chiaro a molti che la Clinton è stato il cavallo sbagliato su cui puntare. La popolarità è in caduta libera, secondo un articolo di 20 giorni fa del Washington Post il 56% degli intervistati non gradisce la Clinton, percentuale che sale al 59% tra i registrati per il voto.
E quando il cavallo è sbagliato c’è solo una cosa da fare: cercare di azzoppare gli altri.

Stefano Casagrande

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