Roma, 29 mar – Questa mattina Repubblica ha pubblicato un’intervista di Eugenio Scalfari a Papa Francesco. Tra le altre cose, il fondatore del quotidiano romano attribuisce al pontefice questa clamorosa affermazione: «Le anime cattive non vengono punite, quelle che si pentono ottengono il perdono di Dio e vanno tra le fila delle anime che lo contemplano, ma quelle che non si pentono e non possono quindi essere perdonate scompaiono. Non esiste un inferno, esiste la scomparsa delle anime peccatrici». In sostanza, secondo Scalfari, Bergoglio avrebbe negato l’esistenza dell’inferno, pronunciando cioè una vera e propria blasfemia da un punto di vista teologico.

La Sala stampa vaticana, tuttavia, ha smentito categoricamente che Papa Francesco abbia rilasciato un’intervista a Scalfari e che il pontefice abbia pronunciato queste parole: «Il Santo Padre Francesco ha ricevuto recentemente il fondatore del quotidiano La Repubblica in un incontro privato in occasione della Pasqua, senza però rilasciargli alcuna intervista. Quanto riferito dall’autore nell’articolo odierno è frutto della sua ricostruzione, in cui non vengono citate le parole testuali pronunciate dal Papa. Nessun virgolettato del succitato articolo deve essere considerato quindi come una fedele trascrizione delle parole del Santo Padre». In pratica, l’ufficio stampa del Vaticano accusa Scalfari di essersi inventato la presunta dichiarazione sull’inesistenza dell’inferno.

Non è del resto la prima volta che tra Scalfari e Bergoglio ci sarebbe stato un «malinteso». Già nell’estate del 2013, infatti, il fondatore di Repubblica intervistò il Santo Padre riportando questi virgolettati che fecero scalpore e costrinsero il Vaticano a una smentita: Papa Francesco avrebbe cioè detto che non esiste una «verità assoluta» e che il «proselitismo è una solenne sciocchezza». Secondo la catechesi cristiana si sarebbe trattato di due bestemmie. Del resto, l’editore di Repubblica De Benedetti ha dato di recente a Scalfari del «rimbambito», il quale a sua volta si è definito un «vegliardo». È dunque arrivata l’ora che il vegliardo vada in pensione oppure, forse, in quell’«incontro privato» il vicario di Cristo, che notoriamente è tutt’altro che versato in teologia, si è lasciato sfuggire qualche parola di troppo?

Valerio Benedetti

Vuoi rimanere aggiornato su tutte le novità del Primato Nazionale?
Iscriviti alla nostra newsletter.

Anche noi odiamo lo spam. Ti potrai disiscrivere in qualsiasi momento.

Commenti

commenti

2 Commenti

  1. Poveretto Scalfai; è completamente andato e si crede papa francesco(quello del chi sono io per giudicare i gay”-ma sei il papa, per Dio!!)
    Si è svelato mesi fà quanto è da sempre per le oligarchie occulte lo scalfaro.Ha detto che è meglio che il mondo sia comandato da una oligarchia!!

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here