Roma, 15 apr – Non solo Matteo Salvini nuovamente indagato per sequestro di persona. La Procura distrettuale della Repubblica di Catania ha iscritto nel registro degli indagati anche il vicepremier Luigi Di Maio, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Danilo Toninelli. L’inchiesta sui presunti ritardi nello sbarco di immigrati della nave Sea Watch coinvolge quindi anche altri importanti esponenti del governo. Nei confronti di Conte, Di Maio e Toninelli, stando a quanto appreso dall’Ansa, il procuratore Carmelo Zuccaro ha presentato richiesta di archiviazione al Tribunale dei ministri di Catania, che adesso dovrà decidere sulla loro posizione entro i prossimi tre mesi.

“I porti restano chiusi”

“Ne approfitto per rispondere a qualche ministro: per me i porti rimarranno chiusi“, ha detto stamani il ministro dell’Interno. “Rispetto il lavoro del collega Di Maio che si occupa di lavoro, ma sui temi di controllo dei confini e di criminalità organizzata sono io a decidere“, ha puntualizzato Salvini, rispondendo all’alleato di governo secondo il quale la chiusura dei porti è una soluzione “solo temporanea”. “Se il ministro Di Maio e Trenta la pensano in modo diverso lo dicano in Cdm e faremo una franca discussione – ha specificato – I porti con me rimangono indisponibili chiusi e sigillati ai mercanti di esseri umani agli spacciatori di droga, di morte e di armi e gli scafisti in Italia non ci arrivano. Possono processarmi altre 18 volte ma io, finché faccio il ministro, non cambio idea”.

“Non mi sento Napoleone”

“Ho letto dell’indagine a carico di Salvini: ho ricevuto la stessa notifica, sono indagato anche io ma non mi sento Napoleone”, così il leader pentastellato Di Maio ha commentato la notizia sull’indagine a suo carico. Adesso dunque le schermaglie tra Lega e M5S sulla questione degli sbarchi e più in generale sull’immigrazione, dovranno inevitabilmente essere ricalibrate almeno da parte dei Cinque Stelle. Entrambi infatti si trovano nella stessa posizione rispetto alle indagini della magistratura.

Alessandro Della Guglia

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