foto_leoneVenezia, 7 apr – Separatisti veneti e centri sociali di estrema sinistra uniti nella lotta contro l’Italia. Questo il nuovo scenario emerso dopo gli arresti dei giorni scorsi che hanno acceso i riflettori dell’opinione pubblica sul variegato arcipelago di chi vorrebbe la separazione del Veneto dallo Stato italiano.

“Crediamo che gli sviluppi di quanto è successo negli ultimi mesi e di quanto succederà nei prossimi in Crimea come in Catalogna, in Scozia come nei Paesi Baschi, fino ai più recenti eventi che riguardano il Veneto, rendano necessario e urgente riflettere e prendere posizione”.

Questa la premessa che apre un documento ufficiale sottoscritto da tutti i principali “centri sociali” del Nordest (Rivolta, Pedro, Ztl etc.) che si propone di analizzare la situazione attuale alla luce delle varie spinte indipendentiste presenti in Europa.

“Nostra patria è il mondo intero, si tratta di enunciare con ancora più forza la nostra costitutiva tensione internazionalista. Riaffermare la prospettiva trans-nazionale che lotte sociali e movimenti radicali devono assumere. Ribadire la nostra nemicità nei confronti di qualsiasi ipotesi di ritorno alla difesa dello Stato-nazione. In questo senso, ci carichiamo e intendiamo fino in fondo riappropriarci delle rivendicazioni di autonomia e indipendenza anche territoriale”.

In pratica nel nome dell’internazionalismo proletario vengono sposate le istanze indipendentiste come grimaldello contro il nemico comune: lo Stato-Nazione. Quello Stato-Nazione che ad oggi rappresenta l’ultimo ed unico possibile argine per la difesa di identità e sovranità popolare costantemente sotto attacco dalle spinte globaliste di lobbies e finanza internazionale. Così tutti i secessionisti, della prima e della ultima ora, finiscono a fare da utili idioti al servizio di chi vuole azzerare la sovranità degli Stati per imporre la dittatura dei mercati.

Sarà sicuramente interessante vedere come faranno a coesistere e trovare una sintesi politica attivisti leghisti e antifascisti militanti, nel frattempo però la tendenza generale sembra essere del tutto diversa rispetto a chi vorrebbe la ‘balcanizzazione’ dell’Europa, in molti paesi infatti stiamo assistendo ad un fenomeno di recupero dell’elemento nazionalistico ed identitario, come testimonia l’avanzata elettorale di partiti quali Front National, Alba Dorata, Jobbik, l’inglese UKIP ed altri sia nell’Europa del nord che all’est.

Lorenzo Berti

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