Roma, 6 feb – Volano gli stracci all’interno del “Movimento per la Sovranità“. Una vera e propria guerra “social” quella tra Alemanno e Storace, scatenata dalla decisione fulminea dell’ex sindaco di Roma di scaricare Sergio Pirozzi e sostenere all’improvviso la candidatura di Stefano Parisi a governatore del Lazio. Alla presa di posizione di Alemanno di ieri pomeriggio, è seguita immediata la dura replica di Storace, che accusa l’ormai ex alleato di “tradimento”: “Per questa stronzata dell’appoggio a Parisi in zona Cesarini, Alemanno si sta beccando una valanga di insulti sulla rete”, spiega il fondatore de La Destra. “Spero per lui che ne sia valsa la pena. Non sempre ritroverà chi gli ha teso la mano nel momento più difficile della sua vita”. L’ex sindaco della Capitale dal canto suo spiega chiaramente che il suo appoggio a Pirozzi era vincolato ad una “composizione unitaria che coinvolgesse tutto il centrodestra“, e che di mantenere il punto dopo la convergenza della “coalizione” su Parisi non gli passa neanche per l’anticamera del cervello.

A convincere Alemanno ad appoggiare l’antifascista moderato Parisi, che nelle parole dell’ex sindaco di Roma diventa “un manager di indubbie qualità”, è soprattutto la convergenza della Lega e di Salvini. Alle accuse di aver scaricato su due piedi il sindaco di Amatrice, Alemanno risponde di aver solo “presenziato alla presentazione del libro di Pirozzi insieme a Salvini e Meloni”, che la vicinanza attribuitagli era “inesistente” e che la colpa è tutta di Storace che “con il suo attivismo a favore del Sindaco di Amatrice mi ha appiccicato addosso l’etichetta si promotore di questa candidatura”. Sempre stando al racconto di Alemanno la frattura con Storace risalirebbe a una settimana fa, ovvero al termine ultimo della presentazione delle liste a Camera e Senato. Storace avrebbe abbandonato il “Movimento per la Sovranità” non avendo trovato “soddisfazione” nella candidature nella Lega. 

Insomma più che una guerra ideologica sembra solo una guerra di poltrone. La strategia di Storace di spingere su Pirozzi per far convergere il centrodestra sul sindaco di Amatrice, o in seconda battuta di fargli ritirare la candidatura per ottenere posti a Camera e Senato, non ha funzionato. A questo punto Alemanno piuttosto che tentare il “salto nel buio” con Storace preferisce rimanere sotto l’ombrello del centrodestra (e di Salvini in particolare) in attesa di tempi migliori. Ombrello sotto il quale Storace, a causa del veto della Meloni, non potrebbe restare.

L’ex presidente della Regione allora si sfoga rabbiosamente contro il “traditore” Alemanno e la sua decisione “grave e settaria, oltre che poco condivisa in un movimento che fino a pochi mesi fa aveva sostenuto CasaPound ad OstiaAlemanno schiera se stesso con i partiti arrivati al settimo candidato, contro un uomo del popolo che giurava di voler sostenere. Per quel che mi riguarda è l’ultimo atto che segna la mia definitiva incompatibilità con Mns. Io non tradisco Sergio Pirozzi”. L’alleanza dei due ex colonnelli di Alleanza Nazionale è durata meno di un anno: quale sarà il futuro dell’ex sindaco di Roma nel centrodestra e dell’ex presidente della Regione Lazio “fuori dagli schieramenti” lo scopriremo solo vivendo. 

Davide Romano

 

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2 Commenti

  1. Spero che si scriva la parola fine per sempre su certi disgustosi personaggi, ormai fuori tempo e fuori luogo, rabbiosi e con la bava alla bocca per la loro esclusione dal tavolo dei peggiori sfruttatori della politica italiana.

  2. Stiamo parlando di politici che hanno già più volte dimostrato la loro ignavia e codardia, permettendo alla presunta destra “moderata” di combinare un danno dietro l’altro e consentendo così alla sinistra di ottenere preziose vittorie e numerosi consensi che ci hanno condotto alla disgustosa fogna in cui viviamo oggi……. comprendo solo il fatto che hanno dovuto combattere contro la solita vergognosa magistratura di sinistra ,ma , se pensi di essere nel giusto devi mostrare gli artigli e lottare per i tuoi ideali……..

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