Roma, 9 dic – “Un caso come quello del giudice Maresca non deve mai più ripetersi”: così il ministro della Giustizia Marta Cartabia annuncia la volontà di dire basta ai magistrati in politica. La Guardasigilli interviene sul caso del candidato sindaco di Napoli, tornato a fare il magistrato mantenendo però il seggio al consiglio comunale. In proposito la Cartabia annuncia che farà la sua proposta alle forze di maggioranza per scongiurare in futuro casi simili. Da oggi poi – annuncia – prendono il via gli incontri per la riforma del Csm, il Consiglio superiore della magistratura, e dell’ordinamento giudiziario.

Cartabia ad Atreju: “Mai più un caso Maresca”

Mai più un caso Maresca: lo promette la Cartabia, ospite ieri sera ad Atreju-Il Natale dei conservatori, la kermesse di Fratelli d’Italia. La vicenda del magistrato candidato sindaco e attualmente consigliere di opposizione a Napoli, Catello Maresca, che ha avuto il via libera dal Csm per il rientro in ruolo a Campobasso, anticipa il ministro, sarà oggetto di una sua proposta alle forze di maggioranza. “Che un giudice possa svolgere contemporaneamente, anche se lontano dal suo distretto, funzioni giudiziarie e politiche non deve accadere. Non importa se si tratta di cariche elettive locali, né per queste, né a maggiore ragione per quelle parlamentari. C’è una stella polare della magistratura che è l’indipendenza, che deve essere non solo praticata, ma anche percepita”, è il monito del ministro. Parole che hanno scatenato l’applauso della platea, degli ospiti e ovviamente della leader di FdI Giorgia Meloni.

“Prossime riforme quelle del Csm e dell’ordinamento giudiziario”

“Il Csm e l’ordinamento giudiziario sono il prossimo imminente appuntamento di riforme”, assicura poi il ministro. “Ho proceduto partendo dell’esistente, mettendo al lavoro una commissione tecnica, ho ascoltato proposte dei gruppi politici e dalla magistratura, cercando un punto percorribile – spiega la Cartabia -. Io potrei avere in mente la mia riforma ideale, ma si tratta di trovare una riforma possibile. Mi sono arrivati degli spunti e dei ‘non desiderata’. A partire da domani mattina alle 8 ci sarà una consultazione di tutti i gruppi di maggioranza per trovare punti convergenza“. E ancora: “Il momento è propizio per una riforma della giustizia, i temi e le risorse ci sono. La giustizia è un servizio per il cittadino e come tutti i servizi ha dei costi”, ammette la Guardasigilli.

Una riforma per una giustizia “né garantista né giustizialista”

Ma è con un altro tema delicato che la Cartabia conquista di nuovo Atreju, che risponde con un forte applauso. La promessa di “una giustizia né garantista né giustizialista ma più aderente ai principi costituzionali”. Insomma, proprio quello che i presenti volevano sentirsi dire: basta magistrati/politici e basta giustizia ad orologeria. Poi arriva il nodo più spinoso: quello del sovraffollamento delle carceri. Lo dice chiaro il deputato FdI Delmastro: “Ci sono 18mila detenuti stranieri, per superare il sovraffollamento basterebbe mandarli a scontare la pena nei loro Paesi di origine”.

“Il 30% dei detenuti è straniero, stiamo potenziando accordi per costruire carceri nei Paesi d’origine e rimandarli lì”

“Dobbiamo aggredire il problema su una pluralità di fonti. C’è troppo carcere”, replica la Cartabia. “Da presidente della Corte costituzionale ho visitato molte carceri. Ho visto i reparti di alta sicurezza, dei sex offender, dei malati mentali. Ecco: cosa ci fanno in carcere i malati mentali? E’ vero, il 30% dei detenuti è straniero. Noi stiamo cercando di potenziare gli accordi, ad esempio con l’Albania, per costruire lì le carceri affinché i detenuti di quel Paese possano ritornarvi”, spiega il ministro.

Adolfo Spezzaferro

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2 Commenti

  1. -Un giudice che è passato alla politica deve portare alla possibile cassabilità di tutte le sue sentenze.
    -Il compromesso politico compromette sempre ed irrimediabilmente la giustizia (non a caso il disastro è
    iniziato sin dagli albori del compromesso storico italiota).
    -C’è molto da discutere sulla bontà della ingerenza, pure Ue, nella giustizia dei paesi terzi, pensando pure
    a costruirvi carceri… Esportiamo la ns. “democrazia”- business punitiva in sistemi che abbiamo corrotto,
    intossicato e privato della loro prevenzione ideologica-culturale ?!
    -Come al solito vengono evidenziate le manchevolezze nelle procedure piuttosto che quelle nel merito.
    -Niente applausi, ma solo ascolto, per chi (senza piena Confessione),percorre la nota strada di Comunione e
    Liberazione a ripetizione infinita… Troppo comodo.
    Personali battute a freddo dopo la lettura della cronaca di un… sunto pragmatico ben più che programmatico.

  2. E allora perché non diamo uno stop anche a chi in magistratura anziché amministrare la legge vorrebbe cambiarla e spesso anziché la legge applica il volemose bbbene causando danni anche incommensurabili?
    https://massimosconvolto.wordpress.com/2020/01/28/inopinabile/

    anche per l’immagine stessa della giustizia?
    https://massimosconvolto.wordpress.com/2021/07/04/ad-libitum/

    Bisogna continuare a intasare la Procura Generale di Cassazione di esposti contro magistrati buonisti e/o politicizzati?

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