Roma, 11 gen – Il governo gialloverde è in stallo: la maggioranza è divisa su troppi fronti e slittano le due misure-bandiera di Lega e M5S, quota 100 per le pensioni e il reddito di cittadinanza.

La questione sbarchi – con lo scontro tra il premier Giuseppe Conte intenzionato ad accogliere gli immigrati delle navi Ong e il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini che ribadisce la linea porti chiusi (salvo poi autorizzare lo sbarco di una decina tra donne e bambini) – è la cartina da tornasole che l’esecutivo non è compatto e non ha una linea condivisa.

I continui attriti tra Lega e M5S – l’ultimo è sulla Tav, con Salvini intenzionato a indire un referendum e il capo politico M5S Luigi di Maio contario all’opera – rallentano l’azione di governo.

E così sul tavolo dei Consiglio dei ministri di ieri sono finiti solo provvedimenti in scadenza: anche la nomina alla presidenza Consob al momento è rinviata.

Dal canto suo, il M5S è pure scosso dalla base no-vax, infuriata perché il fondatore Beppe Grillo ha sottoscritto il Patto per la scienza dell’immunologo pro-vaccini Roberto Burioni. Tanti “militanti” della prima ora lo vedono come un tradimento e giurano di non votare più per i 5 Stelle.

Ma sempre dal fronte pentastellato arrivano nuove grane per la maggioranza. Da Roma, dopo i fatti di cronaca di ieri – gli spari davanti all’asilo della Magliana contro un padre che aveva appena portato il figlio a scuola – il sindaco M5S Virginia Raggi chiede al Viminale di rispettare gli impegni presi. “Roma ha bisogno di più poliziotti come annunciato dal ministro Matteo Salvini. Non è più possibile aspettare, serve un numero di forze dell’ordine congruo per la Capitale d’Italia”, scrive in un tweet la prima cittadina della Capitale.

Immediata la replica del leader della Lega. “Ognuno faccia il suo mestiere – ci va giù pesante -. Solo per Roma tra quelli già arrivati e quelli che stanno arrivando 250 poliziotti in più. Alla Raggi dico: occupati della pulizia delle strade, della puntualità dei mezzi pubblici, visto che c’è tanto da fare“.

C’è da dire che i lamenti della Raggi non sono piaciuti neanche al vicepremier Di Maio. “Perché non si mettono attorno a un tavolo anziché twittare – avrebbe detto il vicepremier, secondo fonti accreditate – Le risorse per le forze dell’ordine sono in manovra e a breve arriveranno i nuovi assunti. Veniamo da 20 anni di tagli a polizia e carabinieri”.

Altra “patata bollente”, l’emendamento “blocca trivelle” voluto dai 5 Stelle per rimediare al pasticcio dei permessi non revocati nel Mar Ionio (in base ad accordi siglati dal precedente governo, quello Pd). Per tenere buona la base ambientalista pentastellata e per rispondere agli attacchi di Verdi e sinistra, il M5S intende bloccaee tutto per tre anni. Ma il sottosegretario all’Ambiente, la leghista Vannia Gava, non è d’accordo. “Non posso approvare una impostazione tutta volta a dire no come quella che sta alla base dell’emendamento dei 5 stelle sul tema delle trivelle. È sbagliato bloccare le autorizzazioni per le trivelle: non possiamo consentire che la paura blocchi lo sviluppo“.

Ma è sull’alta velocità Torino-Lione che si sta consumando un braccio di ferro pericoloso per la tenuta della maggioranza. Molto probabilmente la relazione tecnica dell’analisi costi-benefici boccerà l’opera, pertanto Salvini apre definitivamente la strada al referendum: “O è un no ben motivato o chiediamo un parere agli italiani“, dice ospite degli studi di Porta a Porta, mentre poco prima il capogruppo del Carroccio a Montecitorio, Riccardo Molinari, aveva annunciato il sostegno della Lega alla manifestazione Sì Tav in piazza Castello a Torino.

Durissima la replica dei 5 Stelle, per bocca del senatore torinese Alberto Airola. “La Lega alla manifestazione pro-Tav? Una vergogna“, sbotta, dicendosi “allibito dalla violazione del contratto di governo” che secondo lui starebbe commettendo il Carroccio. “Così il governo non va da nessuna parte… quello è un punto nodale, lo sanno, farlo è una sfida. Sarà una boutade? Non lo so, di sicuro è uno schiaffo in faccia al Movimento 5 Stelle“.

Insomma, anche se Salvini non fa che ripetere che il governo non cadrà, si profila sempre più un’impasse che potrebbe risolversi nell’apertura di una crisi.

Adolfo Spezzaferro

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