Firenze, 11 lug – E’ stata approvata dal Consiglio regionale della Toscana la legge 333 che destina un fondo di 4 milioni di euro per l’assistenza generale agli indigenti, compresi gli immigrati irregolari – quelli cioè che in base al Decreto Sicurezza Bis non rientrerebbero nel circuito ufficiale dell’accoglienza. Una norma che il Viminale ha già definito “eversiva” perché si pone in contrasto con una legge dello Stato e fa incetta di fondi pubblici, a detrimento dei cittadini toscani in primis. I servizi garantiti vanno dall’istruzione alla sanità, dal vitto all’alloggio. Altri milioni di euro che torneranno nelle casse delle cooperative e onlus toscane, dopo che Salvini aveva drasticamente ridotto le erogazioni di fondi pubblici. 

Le proteste della Lega

Così ieri la seduta è iniziata con la protesta dei sette consiglieri leghisti che sono arrivati in aula indossando la maglietta con la scritta “Prima i toscani”, accusando il governatore Enrico Rossi di voler trasformare la Toscana nel “più grande campo profughi d’Italia” concedendo un fiume di finanziamenti in maniera indiscriminata alle strutture che ne facciano richiesta. La Lega ha presentato 1.200 emendamenti alla legge e una trentina di ordini del giorno, sottoscritti anche da Forza Italia e Fratelli d’Italia.

Italiani per ultimi

Sono circa 62mila le famiglie toscane che vivono sotto la soglia di povertà e 94mila quelle con Isee inferiore ai 6mila euro. Lo rivela l’ultimo dossier della Caritas. Ma i dem, come da copione, preferiscono voltare le spalle agli italiani, sfidare il governo e tornare ad ingrassare i conti delle coop rosse nel nome dell’accoglienza, con un’iniezione di denaro pubblico. “Purtroppo – spiega il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, Marco Stella – l’ideologia, a sinistra, prende sempre il sopravvento sulla realtà, come dimostra la surreale raccolta fondi per le spese legali della Sea Watch, promossa dal Pd, o come dimostra questa legge regionale, che si prefigge di dare gratis anche agli immigrati clandestini risorse e servizi che non hanno neppure i toscani“. E annuncia un referendum per l’abolizione della legge. La legge garantisce a tutti gli irregolari “cure ambulatoriali e ospedaliere urgenti o essenziali”, “prestazioni socio-assistenziali” (comprese le sistemazioni temporanee di accoglienza) e, per i minori, all'”istruzione obbligatoria e ai servizi per l’infanzia”. Così commenta il consigliere regionale Jacopo Alberti: “Non c’è bisogno di introdurre in Toscana altri immigrati, per di più senza permesso di soggiorno”, sottolineando che “le risorse provenienti dai cittadini toscani che pagano tasse e i contributi debbano essere dedicati prima ai toscani e non agli stranieri senza permesso di soggiorno”.

Cristina Gauri

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