Bruxelles, 14 apr – L’Unione europea ha definitivamente dato il via alla direttiva sul copyright, già approvata  dal Parlamento europeo alla fine di marzo. Italia, Lussemburgo, Olanda, Polonia, Finlandia e Svezia hanno votato contro: astenuti, invece, Belgio, Estonia e Slovenia.

La direttiva votata a fine marzo ha come scopo quello di “adattare” la legge europea del 2001 ai nuovi standard del digitale e dei social network, in sostanza ponendo l’obbligo per colossi come Google e Facebook di porre in essere accordi, anche di natura economica, con chi produce materialmente i contenuti. La nuova normativa, inoltre, obbligherebbe le grandi piattaforme a essere anche “vigilante” sui contenuti protetti da copyright: in tale modo non potranno essere diffusi senza consenso degli autori. Esclusi dalla direttiva gli organismi senza scopi di lucro (Wikipedia) e le piccole imprese.

Valer Daniel Breaz, ministro della Cultura della Romania (ovvero il Paese che attualmente ricopre la carica di presidenza del Consiglio) dichiara: “Sono molto contenta del fatto che abbiamo raggiunto un testo bilanciato, creando diverse opportunità per i settori creativi europei, che prospereranno e rifletteranno meglio la nostra diversità culturale e altri valori comuni europei, ma anche per gli utenti, la cui libertà di espressione su internet risulterà consolidata”.

li presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker dichiara: “Con l’accordo di oggi, creiamo regole per il diritto d’autore adeguate all’era digitale. L’Europa avrà ora regole chiare che garantiscono una giusta remunerazione ai creatori, diritti forti per gli utenti e la responsabilità per le piattaforme” e aggiunge: “Quando si tratta di completare il mercato unico digitale europeo  la riforma del copyright è il pezzo mancante del puzzle”.

Mercoledì prossimo all’Europarlamento di Straburgo le nuove regole verranno firmate e dopo tale procedura e dopo la pubblicazione della direttiva nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, gli Stati avranno 24 mesi per introdurle  nelle relative legislazioni nazionali. L’Italia ha espresso il voto contrario, e la reazione di Antonio Tajani non è mancata ad arrivare: “L’Europa difende l’industria culturale e creativa mentre l’Italia ha votato contro. Perché?

Ilaria Paoletti

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