Piacenza, 9 giu – Giusto il tempo di aspettare che in Rai caricassero su internet la tribuna elettorale riservata ai candidati sindaco e l’appello al voto di Stefano Torre, eclettico concorrente alla carica di primo cittadino a Piacenza, è diventato subito virale, monopolizzando l’attenzione di tutti in questi ultimi giorni di una campagna altrimenti un po’ in sordina.

Inizialmente in lizza a Bettola, paese delle colline piacentine noto per aver dato i natali a Pierluigi Bersani, negli ultimi giorni prima del deposito della documentazione ha deciso di puntare più alto e, raccolte le firme necessarie, si è presentato nel capoluogo. Se già nella campagna per la cittadina della Valnure Stefano Torre aveva dato prova di una discreta originalità, con la discesa in campo a Piacenza l’inseparabile tuba e la raffazzonata fascia tricolore sono diventate virali in tutta Italia. A fare ancora più sorridere sono però le sue proposte: dalla costruzione di un muro con le vicine Caorso Pontenure  – da far pagare agli stessi caorsani e pontenuresi, come Trump intende fare con il Messico – per bloccare i clandestini “perché le mie fonti mi dicono che è da là che arrivano immigrati e profughi” a quella dell’apertura di un vulcano nel quale bruciare i rifiuti cittadini, fino alla distribuzione di Viagra gratis agli ultra 55enni e all’intervento dell’Armata Rossa “prestata dal mio amico Putin” per garantire la sicurezza e, soprattutto, il piatto forte: l’abolizione della morte.

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