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Roma, 31 lug – Il gruppo della Lega al Senato scrive alla presidente Elisabetta Casellati “affinché metta in campo tutte le iniziative istituzionali necessarie per permettere ai parlamentari di accedere agli atti, ai pareri e a ogni documento del comitato scientifico della Protezione civile e utilizzati dal presidente Giuseppe Conte per emanare i Dpcm nel periodo del lockdown”. Lo annuncia il capogruppo della Lega al Senato Massimiliano Romeo. ”I documenti sono tutt’ora secretati – dice Romeo – nonostante il parere contrario del Tar del Lazio. Il governo si oppone a questa operazione di trasparenza in maniera incomprensibile. Il Parlamento e i cittadini hanno diritto di sapere. Ci auguriamo che la nostra iniziativa trovi il più ampio sostegno possibile, anche da parte di quelle forze di maggioranza che hanno fatto dell’onestà e della trasparenza le loro bandiere politiche e ideologiche”, è l’invito rivolto ai giallofucsia.

Il ricorso del governo contro il Tar

Come è noto, il governo ha fatto ricorso al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar di rendere pubblici i verbali secretati. Si tratta, per capirci, di tutti gli atti usati dal premier Giuseppe Conte per governare a colpi di Dpcm bypassando il Parlamento, nonché quelli che riguardano il lockdown e la mancata istituzione della zona rossa di Alzano Lombardo e Nembro, in provincia di Bergamo. Decisione quest’ultima che ha contribuito a scatenare i focolai mortali nella zona.

La decisione del tribunale amministrativo: “Rendere tutto pubblico entro 30 giorni”

La Fondazione Luigi Einaudi di Roma aveva fatto ricorso al tribunale amministrativo regionale del Lazio contro il rifiuto di far conoscere i documenti del Cts. Il Tar il 22 luglio scorso ha deciso di rendere tutto pubblico entro 30 giorni ma il governo ha messo in campo l’avvocatura dello Stato per ricorrere contro la decisione del tribunale. Nell’appello figura una domanda di sospensione cautelare della sentenza di primo grado. La decisione su questo punto dovrebbe quindi arrivare a giorni. Dal canto suo, la Fondazione fa presente che “è grave aver fatto l’appello perché dimostra che il governo non è disponibile ad essere trasparente su atti così importanti, che hanno compresso i diritti e le libertà costituzionali per i cittadini come mai nella storia della Repubblica”. Ecco perché la Fondazione chiede di ritirare il ricorso per “consentire ai cittadini di giudicare le scelte dell’esecutivo”.

Il mistero dei documenti secretati

Chissà che cosa nasconde il governo Conte. Ad aprile il Codacons aveva trovato 350 ventilatori, giudicati non idonei dal Comitato tecnico scientifico. Dopo essersi visti negare l’accesso ai verbali del Cts, il Codacons accusò la Protezione civile di aver mentito sulla trasparenza degli atti. In quell’occasione il capo di Gabinetto del ministero della Salute Tiziana Coccoluto precisò che i verbali richiesti erano “secretati”. Fatto confermato dal viceministro Pierpaolo Sileri: i verbali “sono stati blindati. Né io, né la sottosegretaria Sandra Zampa abbiamo potuto vederli”.

Una cosa è certa: Conte con la proroga dello stato di emergenza mette al sicuro la sua maggioranza più che la salute degli italiani, visto che il virus (al netto dei contagi importati con i clandestini) sta sparendo. Ma i dati restano segreti proprio perché qualcosa non torna sull’epidemia di coronavirus e sulla risposta del governo, qualcosa che non è dato conoscere.

Adolfo Spezzaferro

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