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Roma, 7 apr – Niente da fare. Neanche la pacatezza democristiana ed abituata al consociativismo di Mattarella ha saputo risolvere i nodi creatisi negli ultimi giorni dalle dichiarazioni dei vari partiti. Così, dopo aver dichiarato due giorni fa che non esistevano le condizioni per l’affidamento dell’incarico ad uno dei leader, il presidente della Repubblica decide di lasciare tempo ai soggetti politici per parlarsi e cercare di andare oltre i punti che non permettono la formazione di un governo. Al momento, in sintesi, la situazione è questa: il centrodestra unito vorrebbe fare un accordo con il M5S, il M5S vorrebbe farlo con la Lega o col PD, il PD non ci sta e la Lega non vuole abbandonare Salvini. Dire che assomiglia alla trama di vent’anni di Beautiful forse non è un’esagerazione.
A rendere ancora più lontana la luce che potrebbe far pensare all’uscita dal tunnel dell’ingovernabilità sono le dichiarazioni di Matteo Salvini di ieri, che sembrano chiudere completamente ad una possibilità di rottura all’interno del centrodestra a favore di un fronte (pseudo)sovranista: “Chiederò a Berlusconi e Meloni – ha infatti ha affermato – di andare insieme alle consultazioni. L’unico governo possibile è quello del centrodestra insieme con il M5S”. Ciò significa che il sogno di Di Maio di rubare Salvini a Berlusconi per portarlo all’interno di un suo governo di cui sarebbe a comando sembra sfaldarsi. Comprensibile, dato che Salvini, avendo ottenuto dal 4 marzo la leadership del centrodestra, non intende di certo perderla per appoggiare un governo a guida pentastellata.
Diversa invece la linea di Toti, notoriamente vicino a Salvini stesso, che ritiene ci possa essere un accordo minimo tra centrodestra e Movimento 5 Stelle su un programma base condiviso. Viene da pensare che l’uscita di Toti abbia uno scopo più personale che politico. Infatti negli ultimi giorni si parla della possibilità di nominare un coordinatore di Forza Italia che assuma la guida del partito, pur sotto la garanzia di Berlusconi, in modo da attrarre i grillini con una nuova immagina a capo del partito. E forse Toti ambisce proprio a questo ruolo per trasformare la linea politica di Forza Italia. Chi sa se funzionerà. Fatto sta che da un mese gli italiani aspettano un governo, e ora tocca ai vincitori risolvere questo rebus che appare irrisolvibile.
Dario Dedi
 

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