Roma, 15 mar – Il vicepremier Matteo Salvini (che ieri aveva messo le mani avanti, forse “imbeccato” dagli Usa) cede sulla Via della Seta. A quanto pare, non ci saranno modifiche al Memorandum sull’intesa Italia-Cina. A comunicarlo sono fonti M5S del governo dopo il vertice a Palazzo Chigi tra il premier Giuseppe Conte e i due vicepremier, il leader della Lega e Luigi Di Maio.

Il documento è stato approvato senza modifiche. La Lega, spiegano le stesse fonti, avrebbe accettato l’impostazione data dal ministero dello Sviluppo economico.

I paletti del Carroccio

Via libera dunque alla firma. Ma alcuni paletti del Carroccio restano: “E’ fondamentale aiutare le aziende italiane a crescere ed esportare all’estero, per raggiungere i numeri di Francia e Germania, e per questo ringraziamo per il grande lavoro fatto Conte, Di Maio e Geraci. Ovviamente la sicurezza nazionale viene prima di tutto e quindi su alcuni settori strategici per noi e per gli alleati (telecomunicazioni, energia, porti e infrastrutture) stiamo facendo tutte le verifiche e le valutazioni necessarie: prima viene la sicurezza degli italiani, poi l’interesse economico“.

Al vertice erano presenti anche il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, e il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi.

Conte: “Si firma il Memorandum”

“Si firma il Memorandum che è un accordo quadro non vincolante” con la Cina, ha detto Conte al termine del vertice. “Sarebbe stato un po’ eccentrico non partecipare a questo importante progetto infrastrutturale che richiama la Via della Seta di cui l’Italia è l’approdo naturale” ha aggiunto il presidente del Consiglio.

Con la firma dell’accordo quadro, ha rimarcato, “non mettiamo a repentaglio nessun asset strategico. Si sta facendo molta confusione. Una cosa è la tutela degli asset strategici, una cosa è la sottoscrizione di un accordo programmatico non vincolante”.

Inoltre, ha spiegato il premier, con questo accordo quadro “non ci impegniamo a nulla. E’ un’intesa programmatica che di volta in volta sarà arricchita dalla sottoscrizione di singoli accordi che verrano valutati uno per uno”.

“E’ una grande opportunità – ha sottolineato ancora – anche per riequilibrare la bilancia commerciale con la Cina. Vogliamo potenziare il nostro export“.

Conte ha inoltre puntualizzato che “l’Italia, dei tredici Paesi che hanno già sottoscritto questo Memorandum e aderito al progetto infrastrutturale della Via della Seta, è l’unico Paese che ha preteso e imposto, rispetto alla versione originaria del Memorandum elaborato dalla parte cinese, principi e regole europee“.

“L’Italia ha una forza propulsiva per quanto riguarda gli standard europei e dà un contributo a tutta l’Unione europea affinché questa infrastruttura molto importante sia compatibile e adeguata agli standard europei”, ha detto il premier.

Di Maio: “Oggi vince il made in Italy”

“Oggi vince il made in Italy, con la Belt and Road Initiative l’Italia l’Italia ha deciso di essere più sovrana. Non è un’intesa politica con la Cina ma un’opportunità commerciale, gli Usa restano infatti il nostro principale alleato e la Nato la nostra casa naturale“, ha detto Di Maio parlando a margine del vertice.

“La Via della Seta aumenterà l’export delle nostre eccellenze nel mercato euroasiatico, cresceranno i nostri imprenditori, le nostre aziende e aumenterà il lavoro. Questo è uno scatto in avanti dell’Italia, un cambio di passo verso il futuro”, ha aggiunto il capo politico del M5S.

“Gli Usa non vogliono che l’Italia firmi il Memorandum”

Gli Stati Uniti “non vorrebbero che l’Italia firmasse tout court il Memorandum d’intesa con la Cina sulla Via della Seta, non è detto che bastino alcune modifiche al testo”. Lo riferiscono fonti ben informate.

Ricordiamo che il Memorandum dovrebbe essere firmato la prossima settimana in occasione della visita in Italia del presidente cinese Xi Jinping.

Gli Stati Uniti guardano “con fastidio a qualunque tipo di accordo che rappresenti un’apertura commerciale alla Cina, permettendole di uscire dall’angolo negoziale” con Washington.

Non a caso, da Washington è arrivato un avvertimento anche ai tedeschi sul 5G. Per gli americani, spiegano ancora le fonti, “la firma del Memorandum in quanto tale rappresenta un successo d’immagine per la Cina, consentendo di alleggerire la pressione su Pechino”.

Il dossier 5G

Nel corso del vertice di questa mattina è stato discusso per sommi capi anche il dossier 5G, questione, secondo quanto riferiscono fonti M5S di governo, “è assolutamente sconnesso” dal Memorandum sulla Via della Seta. E’ stato trovato un accordo per la Golden Power.

“Siamo molto preoccupati anche noi, insieme agli Usa. Sulle telecomunicazioni saremo vigili”, ha assicurato Di Maio. “Rafforzeremo la golden power per rafforzare gli interessi nazionali” ha affermato Conte.

La partita del 5G non riguarda solo gli operatori cinesi ma tutti gli operatori ed “è una partita che stiamo seguendo. Stiamo adottando tutte le contromisure” ha spiegato il premier, ribadendo che “sono questioni molto sensibili per l’interesse nazionale e richiederemo, imporremmo tutte le cautele, tutte le misure proattive. E’ un asset strategico”.

Ludovica Colli

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