Roma, 3 set – Superato lo scoglio della poltrona di vicepremier – che Luigi Di Maio voleva per sé e che il Pd reclamava per Dario Franceschini – ora 5 Stelle e dem sono nuovamente al lavoro sulla squadra di governo. Il tutto di concerto con il premier incaricato Giuseppe Conte, intenzionato a fare la differenza nella scelta dei nomi. Ma andiamo per ordine. Ieri notte a Palazzo Chigi si è tenuto un vertice di circa un’ora per fare il punto sulla squadra. Seduti al tavolo, per i dem, il vicesegretario Andrea Orlando e Dario Franceschini; per i 5 Stelle il capogruppo al Senato Stefano Patuanelli e il sottosegretario Vincenzo Spadafora. Ebbene, a quanto pare, tutti e quattro dovrebbero essere nel futuro governo giallofucsia.

Il nuovo scoglio del sottosegretario alla presidenza del Consiglio

Per quanto riguarda la casella attualmente più contesa, quella del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, cresce l’ipotesi che il premier incaricato piazzi un uomo di sua fiducia, che potrebbe essere quello dell’attuale segretario generale di Palazzo Chigi Roberto Chieppa. Anche perché, ora che non si scontrano più sulla casella di vicepremier, Pd e 5 Stelle reclamano entrambi la poltrona del sottosegretario. Quindi Conte, “opzionando” la casella eliminerebbe il problema alla radice.

Le poltrone per i 5 Stelle


Il M5S avrebbe avuto l’ok per le conferme di Riccardo Fraccaro (Rapporti con il Parlamento), Alfonso Bonafede (Giustizia) e Sergio Costa (Ambiente). Sempre sul fronte pentastellato, potrebbero entrare nel governo, oltre a Patuanelli e Spadafora, anche Nicola Morra (presidente della Commissione parlamentare antimafia), e Federico D’Incà (questore della Camera), che potrebbe approdare agli Affari Regionali. Per il capo politico Di Maio potrebbe esserci la poltrona degli Esteri. Mentre è altamente improbabile che vada al Viminale, per il quale pare si voglia optare per un tecnico, come il prefetto di Milano Luciana Lamorgese.

Le caselle per Pd (e LeU)

La delicata casella dell’Economia resta in bilico tra chi vorrebbe un tecnico e chi, sia nel Pd che nel M5S, spinge per una soluzione politica. Nel primo caso i nomi in lizza sono, oltre a Salvatore Rossi, quelli di Dario Scannapieco, Giuseppe Pisauro. Nel secondo caso regge la candidatura dem di Roberto Gualtieri. Ma i piddini gradirebbero anche il (triste) ritorno di Pier Carlo Padoan. Il Pd potrebbe prendere il ministero della Sanità e punta al Mise dove è forte la candidatura della vicesegretaria Paola De Micheli. Al Lavoro potrebbe arrivare iil veterano Graziano Delrio. Tra le fila di Matteo Renzi in pole per una poltrona nell’esecutivo ci sono anche i nomi di Anna Ascani e Lorenzo Guerini. Infine bisogna tenere conto anche di Liberi e Uguali: ieri in tarda serata i due capigruppo Loredana De Petris e Federico Fornaro hanno incontrato Conte: il nome in pole nel governo è quello di Rossella Muroni (agli Affari regionali).

La composizione del governo influirà anche sulla scelta del commissario Ue. Se non andrà alla Farnesina, Paolo Gentiloni è in lizza per Bruxelles. Sempre sul fronte europeo, per il ministro delle Politiche Ue il M5S ha proposto Alessandro Di Battista, mentre per il Pd potrebbero esserci Roberto Gualtieri o l’attuale assessore allo Sviluppo nel Lazio Gian Paolo Manzella.

In ogni caso, la spartizione delle poltrone dovrà ottenere il placet sia del premier incaricato – che da giorni parla di figure di alto profilo, anche tecniche – sia e a maggior ragione quello del Colle. E’ noto che il Presidente Sergio Mattarella dirà la sua su Esteri, Economia, Interno e Difesa. Le caselle chiave del governo, insomma.

Adolfo Spezzaferro

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