Roma, 17 lug – Botte in famiglia, revenge porn, stalking. Il Senato ha approvato il cosiddetto “Codice Rosso”, ovvero il ddl che stabilisce le misure atte a tutelare la violenza sulle donne. Codice rosso dunque, come nel pronto soccorso, per stabilire una “corsia preferenziale” finalizzata a stroncare i reati considerati più gravi. Approvato con 197 sì (47 gli astenuti, tra cui parlamentari di Pd e Leu), adesso il provvedimento proposto dal governo è legge. Vediamo allora cosa prevede.

Violenza sessuale – Rispetto a quelle attuali, le pene aumentano a 6-12 anni. La violenza viene adesso considerata aggravata nei casi di atti sessuali con minori di 14 anni a cui è stato promesso o consegnato denaro (o qualunque altra cosa ‘utile’). La vittima inoltre dovrà essere sentita dal pm entro tre giorni dall’iscrizione della notizia di reato.


Stalking – Fino ad oggi si prevede la reclusione dai 6 mesi ai 5 anni com’e’ oggi. Adesso il minimo sarà un anno e il massimo 6 anni e sei mesi.

Violenze in famiglia – In casi di maltrattamenti contro familiari o conviventi, condanna dai 3 ai 7 anni di carcere. La pena potrà aumentare se l’aggressione è armata o il fatto avviene in presenza o ai danni di un minore, di una donna in gravidanza, di un disabile.

Sfregi – In casi di lesioni permanenti al viso fino a deformarne l’aspetto, il responsabile verrà punito con la reclusione da 8 a 14 anni. Se lo sfregio provoca la morte della vittima, il responsabile verrà condannato all’ergastolo.

Nozze forzate – Approvato anche l’emendamento di Mara Carfagna che punisce chi induce un altro a sposarsi (anche nel caso di unione civile) tramite violenza, minacce o approfittando di un’inferiorità psico-fisica o per motivi religiosi. In questi casi è prevista una pena da uno a cinque anni, che può salire dai 2 ai 6 anni se sono coinvolti minorenni.

Revenge porn – Stop alla pornovendetta. Chiunque invii, consegni, ceda, pubblichi o diffonda foto o video di organi sessuali o con contenuti sessualmente espliciti di una persona senza il suo consenso, può subire una condanna da uno a sei anni di carcere. Oltre a una multa da 5mila a 15mila euro. Stessa pena per chi, dopo aver ricevuto o acquisito analoghe immagini, le invia, consegna, cede, pubblica o diffonde senza il consenso dell’interessato al fine di danneggiarlo. Aumento della pena nei casi di vendetta, ovvero se il reato è commesso da un coniuge (anche separato o divorziato) o da un ex.

Alessandro Della Guglia

Commenti

commenti

2 Commenti

  1. Tutto giustissimo semprechè cio valga anche per gli uomini.Se un uomo subisce l’aggressione della compagna(cosa accaduta) o stalking è anche qui giusto applicare questa legge dato che la costituzione dice che siamo uguali di fronte alla legge.Se non fosse cosi’ la corte costituzionale non la puo’ assolutamente approvare

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here