Roma, 11 set – “Non sono emersi dall’istruttoria elementi sufficienti per sostenere in giudizio una contestazione di responsabilità amministrativa”. Così la Corte dei Conti del Lazio ha deciso di archiviare il procedimento a carico dell’ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini, sul presunto utilizzo indebito di 35 viaggi con velivoli in dotazione a Polizia di Stato e Vigili del Fuoco. Un fascicolo esplorativo era stato avviato dai giudici contabili per capire se vi fosse riscontrabile uno spreco di risorse pubbliche legato appunto all’utilizzo improprio di velivoli da parte di Salvini.

E’ stato infatti “appurato, effettivamente – si legge nel decreto di archiviazione della Corte dei Conti – che a partire dal primo giugno 2018 risultano effettuati, per trasferimenti in ambito nazionale del Ministro dell’interno e di altro personale al seguito (scorta, capo segreteria, capo ufficio stampa, ecc.) 20 voli con aereo P.180 e 14 voli con elicotteri in dotazione al Dipartimento di P.S., nonché un volo con aereo P.180 in dotazione al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco”. La normativa vigente, riferiscono i giudici, prevede che i voli di Stato debbano necessariamente “essere limitati al Presidente della Repubblica, ai Presidenti di Camera e Senato, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Presidente della Corte costituzionale, salvo eccezioni che debbono essere specificamente autorizzate”.

Danno erariale non quantificabile


Nel caso in questione però “i velivoli sono stati acquistati per finalità prettamente operative e non per il trasporto di autorità, neanche per agevolare lo svolgimento della loro attività istituzionale”. Di conseguenza secondo la Corte dei Conti sarebbe “illegittima la scelta di consentire l’uso dei menzionati velivoli per la finalità di trasporto aereo del Ministro e del personale al seguito”.

Nonostante questo però, non è riscontrabile un danno erariale. Difatti secondo il parere dei giudici contabili, “considerato che i costi sostenuti per tale finalità non appaiono essere palesemente superiori a quelli che l’Amministrazione dell’interno avrebbe sostenuto per il legittimo utilizzo di voli di linea da parte del Ministro e di tutto il personale trasportato, al suo seguito”, non è possibile “dimostrare la sussistenza, nella fattispecie, di un danno erariale, né, a fortiori, di procedere a una sua quantificazione“.

Alessandro Della Guglia

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  1. Titolo fuorviante. Il fatto che non vi sia danno erariale non esclude che possa avere commesso degli illeciti. Era abbastanza evidente che stesse accavallando l’attività di Ministro con quella di influencer e se ha usato mezzi del ministero per la seconda attività ha sbagliato.

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