Roma, 19 apr – Nicola Zingaretti l’ha sparata. Con quanta convinzione è difficile dirlo, la sensazione però è che si tratti di un’uscita pro forma per alzare i toni del dibattito. Ma ad essere più realisti potremmo dire per entrare in un dibattito politico che vede il Pd incapace di destare sussulti. “Salvini e Di Maio vadano a casa. La parola torni agli italiani”, così il leader del Pd titola un suo post su Facebook in cui tenta di esortare i vicepremier a mollare. Zingaretti definisce Salvini e Di Maio “complici e alleati” che “litigano su tutto ma non mollano le poltrone”.

Secondo il governatore del Lazio “il prezzo di questa paralisi è drammatico e lo pagano gli italiani. Servono lavoro, investimenti, infrastrutture, incentivi alle imprese, una politica estera degna e l’aumento dei salari. Occorre una visione per il futuro fondata sulla sostenibilità ambientale e sociale. Invece mettono più tasse, più Iva, tagli ai servizi sociali e hanno isolato l’Italia nel mondo. Hanno portato il Paese nel pantano”. Dunque a suo avviso “se non ce la fanno e litigano su tutto è meglio che vadano a casa e che si torni al voto, dando la parola agli italiani. Basta con le ipocrisie e i giochi di palazzo”.

Senza convinzione

A prescindere dalla breve analisi del segretario del Partito Democratico, che stronca così l’operato del governo, è piuttosto surreale sentirlo parlare di giochi di palazzo e ipocrisie. Dopo il disastro del Pd in Umbria è un po’ come girarsi dall’altra parte fischiettando e puntando il dito altrove.

Sta di fatto che è alquanto improbabile che Zingaretti voglia sul serio tornare al voto, visti i sondaggi impietosi che danno il suo partito ai minimi storici. Difficile che non ne tenga di conto, eppure dopo aver invocato ius soli e porti aperti, il distacco dalla realtà è comunque un fattore non trascurabile.

Alessandro Della Guglia

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