Roma, 28 ago – “Abbiamo espresso al presidente Mattarella la volontà di dar vita a un nuovo governo con una nuova maggioranza politica, abbiamo riferito di aver accettato la proposta del M5S di indicare in quanto partito di maggioranza relativa il nome del presidente del Consiglio dei ministri. Questo nome ci è stato indicato dal M5S nei giorni scorsi”. Così il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, al termine dell’incontro con il capo dello Stato. I dem hanno dunque optato per non insistere su altro nome rispetto a Giuseppe Conte, che nonostante sia lo stesso premier dell’esecutivo precedente a questo punto accettano lo stesso.

Tentiamo “questa esperienza”

“Abbiamo confermato al presidente Mattarella l’esigenza di costruire un governo di svolta e di discontinuità. Non c’è alcuna staffetta da proseguire o alcun testimone da raccogliere. Deve essere l’inizio per l’Italia di una nuova stagione politica, civile e sociale”, ha detto poi Zingaretti. Il Pd dunque non pone condizioni particolari, pur di essere forza di maggioranza sembra disposto a qualunque cosa. Non a caso Zingaretti ha accennato semplicemente a una vaga “discontinuità sulle ricette economiche”. Per il segretario del Pd in ogni caso “vale la pena tentare questa esperienza” perché “sottrarsi alla responsabilità del coraggio di tentare è l’unica cosa che non possiamo permetterci”.


Zingaretti ha concluso il suo breve discorso parlando di “stagione dell’odio” che deve essere archiviata. Una melassa piuttosto stucchevole: “Intendiamo mettere fine alla stagione dell’odio, del rancore e della paura. E’ l’Italia bella che sconfigge la paura con la speranza, il rancore con la comprensione e sa opporre all’odio la concordia e la condivisione”.

Eugenio Palazzini

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