Roma, 28 giu – L’emergenza sbarchi costringe il ministro degli Interni Marco Minniti a cancellare la sua visita negli Stati Uniti. O meglio, sull’aereo Minniti già c’era e resosi conto della gravità della situazione, ha cambiato rotta ed è rientrato a Roma, dove ha avuto un colloquio d’urgenza con il premier Paolo Gentiloni. Anche il Viminale, quindi, si è accorto che l’invasione è alle porte, anzi che è già cominciata.

Dopotutto 13.500 immigrati raccolti nel Mediterraneo in pochi giorni e portati nei porti siciliani e calabresi non sono cosa da poco. E per tamponare Minniti che fa? Pensa a realizzare delle tendopoli – due per provincia – e a mettere gli immigrati nelle caserme. Non solo: di fronte all’evidenza data dalla gravità della situazione, Minniti starebbe anche pensando di mettere a disposizione ogni edificio pubblico non in uso per accogliere i profughi, in modo da evitare la creazione di ghetti ma facendo mischiare gli immigrati con la gente del posto. Accoglienza diffusa, l’hanno chiamata dal Viminale, che dovrebbe creare un equilibrio tra chi accoglie e chi è accolto.

A oggi in Italia sono sbarcate 73mila persone, il 26% in più dell’anno scorso. A Cagliari questa mattina sono arrivati altri 903 immigrati, 103 in più di quelli attesi. Ma in Libia ci sono altri 90mila pronti a salire su gommoni e carrette del mare nei prossimi tre mesi. Tutta gente che presto verrà tratta in salvo da Guardia costiera e ong varie. Le stime da qui a fine anno dicono che dovrebbero arrivare 230mila persone.

Qualche mese fa si era paventata la cifra di 200mila immigrati entro fine anno, e questi numeri facevano paura. Minniti nel question time della scorsa settimana alla Camera aveva tenuto a precisare che“Non vi à stata alcuna iniziativa finalizzata all’innalzamento della quota indicata” di fronte alle interpellanze dei deputati di Forza Italia Marco Occhiuto e Renato Brunetta, che chiedevano se vi fosse stato un innalzamento di 10mila unità delle quote di richiedenti asilo disposta dal Viminale in merito all’accoglienza da parte dei Comuni italiani. Ma di fronte ai numeri di questa settimana c’è motivo di dubbio e l’Italia si trova a fare i conti con un’invasione senza precedenti, nella totale indifferenza degli altri Paesi Europei.

Anna Pedri

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