Damasco, 30 apr – Nuovo attacco missilistico contro la Siria. Sono almeno 40 le vittime accertate, 60 i feriti. I raid sono stati effettuati questa notte contro postazioni militari nel Nord della Siria, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa iraniana Isna, che cita fonti straniere, sottolineando che tra le vittime ci sono anche 18 iraniani.
I missili hanno colpito basi militari ad Hama e ad Aleppo. Secondo i media ufficiali siriani gli attacchi sarebbero partiti da basi britanniche e statunitensi nel Nord della Giordania (ma la notizia non è ufficiale) e durante le operazioni sarebbero stati lanciati nove missili balistici.

La tv di Stato siriana ha condannato la “nuova aggressione con i missili nemici”. Una fonte delle forze di sicurezza ha spiegato che “un deposito di armi della 47esima brigata dell’esercito siriano è stato attaccato vicino a Hama. Di conseguenza si sono verificate esplosioni potenti e grandi incendi”. Colpite anche le basi vicino all’aeroporto di Aleppo. Inizialmente i media statali hanno puntato il dito contro Israele, che resta il possibile responsabile dell’attacco.
Anche se Israele non ha confermato il raid, i suoi dirigenti continuano a lanciare minacce all’Iran. Ieri infatti il ministro della Difesa israeliano Avigdor Lieberman ha avvertito che “se qualcuno pensa di poter lanciare missili, attaccare Israele o anche i nostri aerei, non c’è dubbio che risponderemo e risponderemo con molta forza, anche se non vogliano interferire con la politica interna siriana o attaccare la Russia”. Israele ha detto più volte che avrebbe colpito le installazioni militari iraniane, in particolare quelle con missili e droni d’attacco.

Fonti vicine al governo hanno riferito all’agenzia tedesca Dpa che forti esplosioni sono state sentite anche vicino alla base di Nahar al Bard, a circa 60 chilometri a nord ovest di Hama, dove sono stanziate le truppe iraniane.

All’inizio di aprile, sette militari iraniani erano rimasti uccisi nel corso di un raid contro una base aerea a Homs. Damasco, Teheran e Mosca avevano accusato Israele, che non aveva né confermato né smentito.

Il 14 aprile, poi, il territorio siriano era stato colpito da un bombardamento di missili in un’operazione congiunta Usa-Francia-Gran Bretagna.

Alberto Palladino

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Alberto Palladino
Nato a Roma, classe 1987. Studia Scienze storiche e cooperazione internazionale all’università Roma 3 e da qualche anno ha iniziato a percorrere la strada professionale del reporter. Fino ad oggi, nonostante le difficoltà che incontra chi lavora in questo settore da indipendente, è riuscito a coprire alcuni degli scenari di crisi più importanti di questi ultimi anni provando a raccontare, fra gli altri, la secessione in Ucraina e la guerra antiterroristica in Siria. Collabora con importanti testate nazionali e straniere. Ha realizzato reportage dal Kosovo, embedded con la missione italiana, dall’Azerbaijan e dai luoghi di eventi importanti e tragici come gli attacchi di Parigi. Ha collaborato alla realizzazione di progetti umanitari con la onlus Solidarité Identités e la onlus Popoli in molti dei Paesi da cui poi ha scritto per questa testata: Kosovo, Birmania, Siria. Ha viaggiata nella Siria devastata dal terrorismo scattando foto e aiutando i bisognosi, sublimando al massimo la sua vocazione. Per il Primato Nazionale anima la redazione esteri e propone i suoi scatti fotografici per far aprire gli occhi ai lettori, perché è persuaso che nel mondo di oggi non è più sufficiente guardare, bisogna vedere.

2 Commenti

  1. …..gli ebreo-massoni continuano a cercare lo scontro contando sull’impunità data dal ”servizievole” ONU…Prima o poi saranno ”accontentati”…

  2. Potrebbe essere che l’attacco del 14 aprile sia servito a due scopi?
    1) scoprire le difese siriane e vedere come lavorano al fine di evitare contromosse nell’attacco evidentemente già programmato di ieri;
    2) far credere agli avversari (siriani, russi e iraniani) di essere deboli e mal motivati al fine di abbassare il loro livello di guardia e coglierli di sorpresa.

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