Roma, 20 lug – La Ong spagnola Proactiva Open Arms, protagonista il 17 luglio di un non chiaro salvataggio a cui è seguita una insolita fuga verso la Spagna, a marzo nominò come difensore l’avvocato catanese Rosa Emanuela Lo Faro, in seguito all’apertura delle indagini presso la Procura di Catania di Carmelo Zuccaro.
Conosciamo già il seguito dell’inchiesta: l’indagine fu spostata a Ragusa e Giovanni Giampiccolo[1], Gip e membro di Magistratura Democratica, dispose il dissequestro di Open Arms, la nave della Ong spagnola.

Conosciamo anche la comunanza di valori tra l’associazione di Magistrati, le associazioni finanziate dalla Open Society Foundations di George Soros in Italia e le organizzazioni che operano nel Mediterraneo, come Proactiva Open Arms, che a marzo si è consolidata con la campagna coordinata da Emma Bonino, Welcoming Europe.
Quello che invece non è mai stato divulgato è che l’avvocato Rosa Emanuela Lo Faro, difensore di Proactiva Open Arms e di Sea-Eye, è inserita negli elenchi dell’Ordine degli avvocati di Catania[2] come avvocato membro di ASGI (Associazione per gli studi Giuridici sull’Immigrazione) voluta e finanziata dalla fondazione di Soros.

Altro particolare che non è mai stato divulgato dalla stampa italiana è che, nel 2011, lo stesso avvocato fu la tutrice di Anis Amri[3], il terrorista della strage di Natale del 2016 a Berlino poi ucciso da un poliziotto italiano a Sesto San Giovanni.

Il tunisino Amri arrivò nel 2011 in Sicilia, dichiarandosi minorenne falsamente. Infatti poi si scoprì che lo stesso aveva già 19 anni (nato il 22 dicembre 1992).
Come minore, fu ospitato nel centro di Belpasso gestito dalla Fondazione Giovanna Romeo Sava. Un suo portavoce in seguito ha dichiarato[4]: “I giovani stranieri hanno bruciato dei materassi, le fiamme hanno danneggiato l’edificio, e il custode che ha provato a fermare l’azione è stato malmenato e poi curato dell’ospedale di Paternò, dove fu giudicato guaribile in sette giorni. Anis Amri è stato arrestato il giorno dopo insieme ad altri due ragazzi”. Proprio i reati a cui è seguita la sentenza del Tribunale di Catania riportata precedentemente.

Il portavoce del centro di Belpasso ha altresì affermato: “Quei mesi purtroppo oggi tornano alla nostra memoria rievocati dalla tragica strage di Berlino. Dal 23 dicembre del 2011 nessun minore straniero è stato più collocato nella nostra comunità. Le condizioni della struttura, gravemente danneggiata dall’incendio divampato nelle stanze proprio la notte del 22 ottobre, non consentivano di offrire più accoglienza ad altri minori extracomunitari e la fondazione si è trovata costretta e rifiutare ulteriori ricoveri”.
Amri, già fanatico islamista, ha quindi trascorso 4 anni nelle carceri siciliane (Catania, Enna, Sciacca, Agrigento e Palermo) dove si sarebbe ulteriormente radicalizzato. Testimonianze acquisite in seguito all’attentato terroristico di Berlino raccontano che lo stesso “non manifestasse atteggiamenti ostili nei confronti dell’Italia e che anzi avrebbe in alcuni casi espresso gratitudine nei confronti di un Paese impegnato nel salvataggio dei migranti nel Mediterraneo[5].
Certamente, non si bombardano i ponti per l’Europa, ma i muri.
E certamente, l’avvocato Rosa Emanuela Lo Faro, in questi giorni, sarà molto indaffarata con la difesa di Proactiva Open Arms, dovendosi divedere tra le indagini ancora aperte, sul tavolo del Procuratore Zuccaro[6], per i reati di associazione per delinquere e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, e quanto successo nell’opaco salvataggio del 17 luglio.
L’immigrazione irregolare ha senz’altro portato diversi nuovi clienti all’avvocato catanese.
Francesca Totolo
[1] La mano di Magistratura Democratica nel dissequestro della nave Ong Open Arms: https://www.ilprimatonazionale.it/primo-piano/la-mano-di-magistratura-democratica-nel-dissequestro-della-nave-ong-open-arms-83776/
[2] Associazioni forensi, Ordine Avvocati Catania: http://www.ordineavvocaticatania.it/associazioni-forensi/
[3] Tribunale di Catania, ordinanza 24.10.2011: http://briguglio.asgi.it/immigrazione-e-asilo/2011/ottobre/trib-ct-cust-caut-minore.pdf
[4] Anis Amri, i giorni del presunto attentatore a Belpasso. Comunità: «Da allora non ospitiamo minori stranieri»: http://meridionews.it/articolo/50182/anis-amri-i-giorni-del-presunto-attentatore-a-belpasso-comunita-da-allora-non-ospitiamo-minori-stranieri/
[5] Anis Amri, le tappe siciliane dell’attentatore di Berlino. Radicalizzazione graduale nei quattro anni di carcere: http://meridionews.it/articolo/61461/anis-amri-le-tappe-siciliane-dellattentatore-di-berlino-radicalizzazione-graduale-nei-quattro-anni-di-carcere/
[6] Catania, nuova indagine sulla Ong spagnola Open Arms: https://www.tpi.it/2018/07/11/inchiesta-open-arms-catania-zuccaro/

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