Roma, 12 mar – Dopo lo schianto del volo 302 della Ethiopian Airlines, anche Australia e Regno Unito mettono al bando il 737 Max 8.

Anche Singapore, uno dei principali hub del trasporto aereo in Asia, la Corea del Sud, la Malaysia, la compagnia Aerolineas Argentinas e l’indiana Jet Airways sospendono l’uso del modello di aereo caduto domenica mattina in Etiopia.

Authority Usa: “Rivedere i sistemi”

Intanto l’autorità statunitense dispone di “rivedere i sistemi”.

Sì, perché gli Stati Uniti hanno deciso di non bloccare questo tipo di aereo, ma hanno chiesto alla Boeing di apportare modifiche entro aprile al software e al sistema di controllo Mcas, Maneuvering Characteristics augmentation system, un sistema che può abbassare automaticamente il muso del velivolo se i dati dovessero indicare un rischio di stallo.

Boeing: “Aggiorneremo il software”

Boeing ha annunciato che procederà ad un aggiornamento del software dell’intera flotta dei 737 Max 8, dopo le richieste della Federal Aviation Administration, che includono anche un aggiornamento del manuale per l’addestramento dei piloti.

L’Ethiopian Airlines Boeing 737 MAX 8 è precipitato domenica, in un incidente che ha provocato 157 vittime, tutte le persone a bordo, compreso otto italiani. Si tratta dello stesso tipo di jet della Lion Air che si è schiantato in Indonesia a ottobre, uccidendo 189 passeggeri e membri dell’equipaggio.

Il titolo Boeing ieri ha perso il 5,36% a Wall Street.

Recuperate le scatole nere

Le cause dell’incidente non sono ancora note: bisognerà attendere l’esame delle due scatole nere – una con i dati tecnici del volo e l’altra che registrava le discussioni e gli allarmi nella cabina di pilotaggio – che sono state trovate lunedì.

I tecnici dell’Agenzia per l’aviazione civile etiopica verranno affiancati nelle indagini da un team tecnico di Boeing e da investigatori della Federal Aviation Usa.

Ludovica Colli

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