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Roma, 13 set – Batosta in arrivo per tutti gli italiani, e che batosta. Dal prossimo trimestre la bolletta elettrica aumenterà del 40% e stavolta non si tratta affatto di una previsione sconfortante, ma di una drammatica certezza. Perché ad annunciare lo spaventoso rincaro è oggi il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, durante il suo intervento a un convegno della Cgil.



La candida ammissione del ministro: “Bolletta elettrica aumenterà del 40%”

“Lo scorso trimestre la bolletta elettrica è aumentata del 20%, il prossimo trimestre aumenta del 40%, queste cose vanno dette, abbiamo il dovere di affrontarle”, ammette Cingolani. Il governo avrebbe il dovere pure di prodigarsi il più possibile per evitarli, certi aumenti esponenziali. Eppure con tutta evidenza si limita a comunicare ai cittadini l’ennesima doccia fredda in arrivo. Il ministro della Transizione ecologica ha inoltre affermato che il rincaro ci sarà “perché il prezzo del gas a livello internazionale aumenta” e “perché aumenta anche il prezzo della CO2 prodotta“. Soltanto tre giorni fa gli economisti dell’energia pronosticavano un allarmante aumento dal 1° ottobre del 20% per quanto riguarda la corrente elettrica e del 30% per le bollette del gas. A ben vedere si trattava di sin troppo ottimistiche previsioni.

Ma il M5S lo sapeva?

Non ci fosse da piangere verrebbe quasi da ridere se consideriamo inoltre che proprio oggi un esponente del governo, il capogruppo M5S alla Camera, Davide Crippa, ha proposto con un post su Facebook una serie di proposte per “arginare i rincari” delle bollette. Tra queste: “Lavorare per l’abbassamento dell’IVA su energia elettrica e gas. Attualmente la media elettrica è 10% e media gas 15%” e “creare un meccanismo di gradualità, con la creazione di un fondo alimentato anche dai venditori di tutti i settori energetici non rinnovabili con la finalità di coprire gli oneri delle rinnovabili”. Chissà se prima di scrivere post sui social gli esponenti della maggioranza si consultano tra loro.

Alessandro Della Guglia



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8 Commenti

  1. Le cosiddette bollette, dal punto di vista pratico, sono fattori divenuti di una sensibilità pericolosa per sempre più persone e attività. Indipendentemente dalla decrescita felice divenuta transizione ecologica, ciò che non si riesce a comprendere e concepire è come si è riusciti ad arrivare a farle pesare più come un costo fisso che variabile. O meglio, lo si capisce talmente bene che a furia di tirar la corda con questi sistemi speculativi, altamente penalizzanti quanto disonesti, avremo sicure sorprese non certo positive per gli amministratori delinquenti dei beni pubblici. Tra candele, corsi talebani di sopravvivenza, andate a letto presto, orari di vita e lavoro modificati, ecc.ecc., si poteva per un po’ ancora sopportare, ma così avanti così ho l’ impressione che volgiamo verso una transizione non propriamente in senso ecologico… Ai Cingolani di turno le dovute spiegazioni, comunque esaustive altrimenti risultate definitivamente complici!

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