Londra, 13 mar – Dopo l’ennesima sconfitta in aula per il premier britannico Theresa May, che si è vista bocciare ancora una volta la bozza di accordo con l’Ue sulla Brexit, il Regno Unito ha annunciato il taglio temporaneo alle tariffe d’importazione su una vasta gamma di prodotti in vista di un possibile voto sull’opzione no deal, l’uscita dall’Ue senza accordi.

Pertanto non ci saranno nuovi controlli al confine tra Irlanda e Irlanda del Nord in caso di uscita senza accordo. Resteranno in vigore, per proteggere la produzione nazionale, le tariffe su auto, carne di manzo, agnello, maiale, pollame e latticini. Le misure saranno in vigore per 12 mesi.

La decisione è stata presa per proteggere l’industria nazionale, ma anche i posti di lavoro e prevenire – spiegano fonti del governo May – un aumento dell’inflazione.

Oggi il voto sul no deal

Oggi la May tornerà alla Camera dei Comuni per mettere ai voti una mozione “no deal sì o no deal no” sull’uscita prevista per il 29 marzo. La premier lascerà libertà di voto ai Tory, ma resta contraria all’ipotesi uscita senza accordo e domani metterà ai voti un’ulteriore mozione sulla possibilità che il governo chieda un breve rinvio della Brexit.

La May rischia la poltrona

Il voto di ieri, 391 contro 242, è un’ulteriore pesantissima sconfitta per la May, che ora rischia di andare a casa.

A respingere l’accordo, oltre all’opposizione del Partito Laburista, sono stati tantissimi euroscettici del Partito Conservatore e gli unionisti nordirlandesi del Dup, piccolo partito che dà appoggio esterno al governo.

Corbyn: “Adesso nuove elezioni”

Dopo la nuova bocciatura per la May, il primo ministro britannico dovrebbe indire elezioni generali. Ne è convinto il leader del Partito Laburista, Jeremy Corbyn, che ha definito “morto” il piano sull’uscita dall’Ue ottenuto in extremis dalla premier Tory.

Corbyn ha parlato alla Camera dei Comuni: “Il governo – ha sottolineato – è stato di nuovo sconfitto da un’enorme maggioranza e deve accettare che l’accordo è chiaramente morto e non gode del sostegno di questa Camera”.

“Il contratto di governo del primo ministro si è concluso e forse è tempo di andare a elezioni anticipate per far scegliere alla gente da chi realmente vuole essere rappresentata”.

Ha poi ribadito che un no deal sulla Brexit doveva essere “tolto dal tavolo” e il Labour continuerà a promuovere le sue proposte alternative sulla Brexit. Non ha però menzionato il sostegno del partito a un secondo referendum.

Fa specie vedere che il Regno Unito, un tempo simbolo di pragmatismo e stabilità politica, sia in preda al caos totale. Con per di più il paradosso che gli euroscettici, pur di ottenere una hard Brexit, ossia condizioni più dure per la Ue e con maggiori vantaggi per la Gran Bretagna, rischiano di rimandare a data da destinarsi se non compromettere l’uscita dall’Unione europea.

Adolfo Spezzaferro

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