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Locri, 23 dic – La Procura di Locri ha chiuso le indagini sul sindaco sospeso di Riace Mimmo Lucano e altre 30 persone. L’inchiesta sulle presunte irregolarità nella gestione degli immigrati si è così conclusa con la Procura della città calabrese che ha contestato a Lucano associazione a delinquere, truffa, falso, concorso in corruzione, abuso d’ufficio e malversazione. 
Il sindaco sospeso di Riace era stato posto lo scorso 2 ottobre alla misura agli arresti domiciliari, nell’ambito dell’inchiesta Xeniac condotta dai finanzieri del Gruppo di Locri. Arresti poi revocati due settimane dopo e sostituiti dal divieto di dimora a Riace. Lucano era accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e di illeciti nell’affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti. Adesso la Procura di Locri lo accusa anche di aver commesso gli altri reati sopra menzionati.
Nel dettaglio, Lucano è accusato di essere il promotore di un’associazione a delinquere che aveva l’obiettivo di commettere “un numero indeterminato di delitti (contro la pubblica amministrazione, la fede pubblica e il patrimonio), così orientando l’esercizio della funzione pubblica del ministero dell’Interno e della prefettura di Reggio Calabria, preposti alla gestione dell’accoglienza dei rifugiati nell’ambito dei progetti Sprar, Cas e Msna e per l’affidamento dei servizi da espletare nell’ambito del Comune di Riace”. Un duro colpo insomma per i paladini senza frontiere delle porte aperte. Il “modello Riace” pare sempre più decadente.
Alessandro Della Guglia

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6 Commenti

  1. Personaggio oscuro e senza vergogna, codardo e vigliacco come tutti coloro che lo proteggono e lo difendono……… Vigliacchi comunistoidi senza onore.

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