Bruxelles, 10 set – Paolo Gentiloni molto probabilmente sarà il nuovo commissario Ue agli Affari economici. E’ questa la voce che circola sulla composizione della Commissione Ue presieduta della tedesca Ursula von der Leyen. La squadra di Bruxelles sarà ufficializzata oggi ma intanto è chiaro che la poltrona per Gentiloni dà sì lustro al governo giallofucsia ma non significa che avremo un commissario “amico” dell’Italia. Anzi, per l’ex premier la responsabilità di un ruolo simile potrebbe essere molto scomoda: il suo compito è quello di far rispettare le regole all’Italia (il tutto sotto gli occhi vigili della von der Leyen).

Oggi la lista dei nomi: 14 uomini e 13 donne

La nuova Commissione europea rispetta quasi perfettamente la parità di genere – 14 uomini e 13 donne -, come chiesto dalla presidente. E risulta più spostata a sinistra delle altre: i Socialisti incassano 10 commissari rispetto agli 8 della Commissione uscente. I Popolari calano a 9 dagli attuali 14 e i liberali restano 5. Vediamo quali sono i nomi in pole position. Come abbiamo detto, salvo sorprese dell’ultimo momento, Gentiloni dovrebbe sedere sulla poltrona occupata oggi dal francese Pierre Moscovici. Sarebbe il primo italiano a ricoprire tale incarico. Se così fosse, probabilmente l’Italia rinuncerà alla vicepresidenza dell’esecutivo Ue. In ogni caso, come stabilito da subito dalla neo presidente, le due vere vicepresidenze esecutive e politiche saranno attribuite al socialista olandese Frans Timmermans che dovrebbe occuparsi del pacchetto Clima e alla liberale danese Margrethe Vestager, che invece avrà in carico il dossier digitale. Una triade rosa, insomma.

I commissari “papabili”


Secondo le ultime indiscrezioni, alla francese Silvie Goulard sarà assegnato il portafoglio del mercato interno che si potrebbe estendere all’industria della Difesa, mentre all’irlandese Phil Hogan, andrebbe il Commercio. Il commissario al Bilancio potrebbe essere l’austriaco Johannes Han, ad oggi titolare alle politiche di vicinato e ai negoziati all’allargamento che potrebbero finire in capo all’ungherese Laszlo Trocsaniy. Il lettone Valdis Dombrovskis, al momento commissario all’euro, sarebbe confermato in un ruolo economico come “contrappeso” a Gentiloni. Il commissario che gestirà l’immigrazione e la possibile riforma di Dublino – a quanto pare – non sarà espressione di un Paese direttamente coinvolto. Dunque, oltre che ovviamente all’Italia o alla Spagna, che con Josep Borrell esprime il prossimo alto rappresentante per la politica estera, il prossimo commissario agli Affari interni e immigrazione non dovrebbe essere né greco, né cipriota, né maltese. Staremo a vedere.

Ludovica Colli

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