Panmunjom, 27 apr – Questa mattina Kim Jong-un ha attraversato a piedi il confine tra le due Coree, superando il gradino di cemento che simboleggia la frontiera. È il primo leader della Corea del Nord a metter piede nel territorio della Corea del Sud. Ad attendere Kim, sull’altro lato del 38esimo parallelo, c’era Moon Jae-in, il presidente della Corea del Sud. Un momento storico per i due Paesi e per tutta la regione, il cui precario equilibrio è motivo di preoccupazione per Cina, Giappone e naturalmente Stati Uniti.

Come prevedeva il protocollo, i leader delle due Coree si sono tesi la mano sopra la linea che da 65 anni divide la penisola coreana nel villaggio di Panmunjom, nel cuore della Zona demilitarizzata (Dmz).

Dopo la lunga stretta di mano e dai sorrisi di rito, c’è stato anche il tempo per un fuori programma: Kim ha invitato Moon a voltarsi e a fare un passo in Corea del Nord. Prima di tornare insieme sul lato meridionale della Dmz, anche Moon ha così, anche se per un attimo, ricambiato il gesto simbolico, mettendo piede al Nord.

Erano le 9.30 del mattino in Corea, le 2.30 di notte in Italia. “Panmunjom è diventato un simbolo di pace, non più di divisioni“, ha detto il presidente della Corea del Sud. Prima dell’inizio del terzo vertice inter-coreano, Kim Jong-un ha firmato il libro degli ospiti della Casa della Pace: “Spero di scrivere un nuovo capitolo tra noi“. Dopo i vertici del 2000 e del 2007, è stata la prima volta in oltre un decennio che i leader delle due Coree si sono incontrati. “Gli occhi e le orecchie del mondo intero sono rivolte a Panmunjom – ha detto il presidente sudcoreano – e sento che il peso sulle nostre spalle è grande”. I due leader hanno avuto “una discussone seria e sincera sulla denuclearizzazione e sullo stabilire una pace permanente nella penisola di Corea e sullo sviluppo di legami intercoreani“, ha assicurato Seul.

Nel comunicato congiunto – che sarà diffuso nelle prossime ore – Moon e Kim molto probabilmente annunceranno l’impegno concreto da parte della Corea del Nord per la denuclearizzazione e un piano per arrivare a un trattato di pace che superi l’armistizio firmato nel 1953 con cui si è conclusa la Guerra di Corea.
La scorsa settimana, il regime di Pyongyang ha annunciato la sospensione dei test balistici e la chiusura del sito nucleare di Punggye-ri. Oggi Kim ha scherzato dicendo che Moon non dovrà più svegliarsi all’alba per i test nucleari e missilistici della Corea del Nord.
Però c’è da dire che fino ad ora Kim Jong-un non ha fatto promesse su cosa farà della tecnologia nucleare e missilistica che la Corea del Nord già possiede. Altro elemento, se i media sudcoreani stanno dando una copertura totale agli incontri, la Korean Central Tv – televisione del regime di Pyongyang – non ha diffuso immagini dell’incontro tra Kim e Moon.
In ogni caso, i risultati del summit intercoreano dovrebbero gettare le basi per il vertice tra Donald Trump e Kim – il primo incontro in assoluto tra un presidente Usa e un leader della Corea del Nord – di cui non si conosce ancora la data e il luogo ma che dovrebbe avvenire tra la fine di maggio e l’inizio di giugno.

Lo storico vertice avviene dopo un’accelerazione notevole nel processo di distensione tra i due Paesi. Tutto in vista anche del summit con Trump. Ma è ancora presto per parlare a tutti gli effetti di “pace fatta”.

Adolfo Spezzaferro

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