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Roma, 10 feb – Uno studio lancia l’allarme sul coronavirus: può rimanere infettivo sulle superfici degli oggetti a temperatura ambiente fino a nove giorni. A mettere in luce questo aspetto preoccupante è una revisione di studi pubblicata sul Journal of Hospital Infection. Lo studio comparato rivela che per fortuna il virus non è molto resistente e bastano detergenti a base di candeggina o disinfettanti a base di alcol o acqua ossigenata per ucciderlo.



Lo studio

I ricercatori della University Medicine Greifswald, in Germania, hanno rivisto la letteratura su tutte le informazioni disponibili sulla persistenza dei coronavirus umani e animali su superfici inanimate e sulle strategie di inattivazione con agenti biocidi utilizzati normalmente per la disinfezione chimica nelle strutture sanitarie. L’analisi di 22 studi rivela che i coronavirus umani come quello della sindrome respiratoria acuta grave (Sars), della sindrome respiratoria del Medio Oriente (Mers) o i coronavirus umani endemici (HCoV) possono persistere su superfici inanimate come metallo, vetro o plastica fino a nove giorni, ma possono essere inattivati in modo efficiente nel giro di un minuto attraverso procedure di disinfezione delle superfici con alcol etilico (etanolo al 62-71%), acqua ossigenata (perossido di idrogeno allo 0,5%) o candeggina (ipoclorito di sodio allo 0,1%).

Burioni: “Significa solo che c’è il virus, non abbiamo dati sulla tramissibilità”

Ma, attenzione. Il nuovo coronavirus è più pericoloso, perché è ancora senza cura. “Poiché non sono disponibili terapie specifiche per 2019-nCoV – concludono i ricercatori, guidati da Günter Kampf – il contenimento precoce e la prevenzione di un’ulteriore diffusione saranno cruciali per fermare l’epidemia in corso“. Dal canto suo, il virologo Roberto Burioni fa presente che la notizia va prese con le pinze: “Badate bene, significa solo che c’è il virus, perché dati sulla trasmissibilità attraverso il contatto con una superficie contaminata non sono disponibili per il coronavirus”, commenta  sul suo sito “Medical Facts”. “Sappiamo però che per altri virus, come l’influenza“, il contagio “può avvenire, per cui rimane validissimo il consiglio di lavarsi bene le mani”, sottolinea il virologo.

Ludovica Colli



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2 Commenti

  1. A noi interessa di più sapere circa tutte le possibili vie di contaminazioni, extramedicali (sperando che i protocolli di igiene medicali vengano rispettati!), … e non solo mani sporche. Tra l’ altro, quanti mg/l di sangue contaminato da nCoV bastano per “castigare”? 0,00…?! Quantomeno le persone staranno più attente, più sicure, più educate…, sempre.

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