Bruxelles, 28 dic – La neolingua buonista che tendiamo facilmente a sbeffeggiare, sembra ammaliare anche le istituzioni che dovrebbero anteporre la correttezza lessicale ai deliri fantascientifici. D’altronde, l’imbarazzante paura di essere accusati delle peggiori nefandezze, porta spesso politici e organi di informazione alla schizofrenia verbale, con rocamboleschi tentativi di apparecchiarci neologismi improbabili e stravolgimenti terminologici pur di allinearsi al verbo politicamente corretto, che fa spesso rima con grammaticalmente scorretto.
Ecco allora che non stupisce più di tanto quanto sembra aver partorito il Parlamento europeo, come riportato dal Telegraph. Il quotidiano britannico giustamente pone l’accento sulla mossa “politicamente corretta” dei funzionari di Bruxelles, che stanno tentando di eliminare l’uso di parole come mankind e manpower (umanità e manodopera), sostituendole con termini più neutrali rispetto al genere maschile come humanity e staff. Il significato dei vocaboli in questione è praticamente identico, ma è evidente il tentativo di eliminare la parola man, uomo, pur di far entrare in uso termini accettabili secondo appunto la visione politicamente corretta. Funzionari e deputati del Parlamento, con sedi a Bruxelles e Strasburgo, hanno infatti ricevuto una guida sull’uso di un linguaggio neutrale rispetto al genere per quanto riguarda comunicazione e legislazione.
“Il linguaggio neutrale rispetto al genere o inclusivo di genere è più che una questione di correttezza politica“, recita la guida. Perché, secondo i geniali autori di questo opuscolo “il linguaggio riflette e influenza in modo potente gli atteggiamenti, i comportamenti e le percezioni”. Ma il vero e proprio attacco dei benpensanti europei è proprio all’uomo, in quanto termine impronunciabile ma soprattutto, inutile specificarlo, in quanto tale. “L’uso in molte lingue della parola ‘uomo’ in una vasta gamma di espressioni idiomatiche che si riferiscono a uomini e donne, come manpower, layman, man-made, statesmen, committee of wise men, dovrebbe essere scoraggiato”, riporta la guida consegnata ai parlamentari. “Con una maggiore consapevolezza, tali espressioni di solito possono essere rese neutrali dal punto di vista del genere”, si legge ancora. Insomma, non si tratta semplicemente di cambiare il maschile con il femminile tramite quei grotteschi neologismi di casa nostra tipo “sindaca” anziché “sindaco”. Si tratta proprio di cancellare l’uomo, perché fonte di ogni male e discriminazione. Non siamo dunque alla follia, siamo alla caricatura di un delirio sempre più pericoloso e inaccettabile.
Eugenio Palazzini

7 Commenti

  1. Abolire le deiezioni comunistoidi, i parassiti nullafacenti sinistri,i cessi in doppio petto, i traviati mentali e le zecche comuniste……….abolirei pure le luride,indegne,indecorose ed insopportabili offese al maschio etero………. Senza speranza,comuniste codarde, ma assai pericolose, queste pseudo donne senza spina dorsale e razziste contro la famiglia normale,vogliono una europa negroide ed islamica, fatta di frociame bianco e maschi negroidi immondi e tribali che stuprano e spacciano………..meglio vomitarci sopra.

  2. Non se ne può più, bisogna rinchiuderli tutti in manicomio, al più presto, prima che ci rovinano del tutto. Questi non sono politici, ma pazzi scatenati!

    • Si ringrazi guareschi per il bel ritratto che ne ha fatto …Dei danni fatti dalla saga di peppone e don camillo per me non ci se ne renderà mai conto abbastanza 🙁 .

  3. Ci vorrebbe un bagno si sangue tipo rivoluzione francese per lavar via tutta questa m…a dannosa che oltretutto ci costa fior di miliardi!

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