Roma, 19 ago “Lo scorso 8 agosto Salvini ha chiamato Conte e me per dirci che i suoi non volevano più andare avanti“. E’ questo il succo di quanto dichiarato dal capo politico del M5S Luigi Di Maio all’assemblea dei parlamentari 5 Stelle, in corso nell’auletta dei gruppi di Montecitorio. Riunione definita “fondamentale” per le sorti del governo, in vista dell’intervento del presidente del Consiglio previsto per domani alle 15 in Senato. Infatti, Di Maio fa presente che “dopo aver ascoltato le comunicazioni del premier Conte decideremo per la mozione o le risoluzioni“. Una risoluzione M5S che approvi la linea che Conte detterà sarebbe in tal senso in gestazione. Ma non è detto che sarà presentata. Si aspettano, infatti, le mosse del presidente del Consiglio, che potrebbe anche salire al Colle senza aspettare che Palazzo Madama si pronunci con un voto di fiducia.

Per Salvini la porta resta chiusa

Ma i 5 Stelle sono tutti con Conte, tanto che quando Di Maio cita il premier scatta l’applauso. Domani, sottolineano alcune fonti pentastellate, il premier racconterà tutto quello che è successo in questo mese, compresi i retroscena, e le sue parole saranno “basilari”. Invece, l’ex alleato, il leader della Lega, ormai è storia passata: Di Maio, anzi, chiarisce che non ce l’ha con il Carroccio, ma solo con il vicepremier, come sancito dal vertice di ieri nella villa di Beppe Grillo in Toscana. “La Lega ha ancora depositata la mozione di sfiducia al governo e Salvini ha aumentato il livello di attacco nei nostri confronti, ha bisogno di parlare di noi per fare notizia, è disperato. Spero che nella Lega si apra un dibattito sul disastro che ha compiuto in pochi giorni e in totale autonomia Salvini“, è l’auspicio del capo politico dei 5 Stelle. Concetto che ribadisce subito dopo: “Molti leghisti mi hanno scritto ‘non sapevamo nulla’. E’ colpa di Salvini e lo si vede anche da alcune interviste rilasciate da altri esponenti leghisti”, spiega.

“Dobbiamo affidarci a Mattarella”


La posizione è chiara: mai più con Salvini, ma forse con la Lega. Oppure c’è comunque l’abbraccio mortale con il Pd e le sinistre (con conseguente ulteriore perdita di consensi). Ma che non si fa per tenersi aggrappata alla poltrona? E proprio la poltrona, a quanto pare, il leader del Carroccio dovrà lasciare. In ogni caso. Almeno secondo i 5 Stelle. Ufficialmente, però, la parola sta a Sergio Mattarella. “Ho visto che alcuni stanno già facendo proposte a mezzo stampa su aperture ad altre forze politiche. Secondo me è profondamente sbagliato. Non apriamo o chiudiamo a nessuno. Noi dobbiamo affidarci al presidente della Repubblica e al percorso istituzionale che vorrà delineare”, chiarisce Di Maio.

Adolfo Spezzaferro

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