Washington, 21 dic – La politica di disimpegno militare del presidente Usa Donald Trump non piace al capo del Pentagono Jim Mattis, che annuncia le proprie dimissioni. Lascerà l’incarico di segretario alla Difesa entro fine febbraio.

La notizia arriva a seguito della decisione di Trump di avviare il ritiro delle truppe Usa prima dalla Siria e poi dall’Afghanistan (anche se in questo caso si parla di ritiro non totale ma di un numero “importante” di militari).

“Poiché ha il diritto di avere un segretario della Difesa le cui vedute siano meglio allineate con le sue, su queste e altre materie, credo sia meglio per me fare un passo indietro”, ha scritto Mattis nella lettera di dimissioni consegnata alla Casa Bianca. “Ho avuto il privilegio di servire il Paese e sono orgoglioso dei progressi degli ultimi due anni”, ha sottolineato ancora Mattis.

Il capo del Pentagono non ha taciuto i disaccordi con il presidente sottolineando che gli alleati degli Stati Uniti dovrebbero essere valutati e rispettati e che dovrebbe esserci un “approccio non ambiguo” ad avversari come la Cina e la Russia. “Una convinzione fondamentale che ho sempre sostenuto è che la nostra forza come nazione è inestricabilmente legata alla forza del nostro sistema unico e completo di alleanze e partnership”, ha detto riferendosi alla coalizione di 74 nazioni che combatte lo Stato islamico in Siria e Iraq.

“Mentre gli Stati Uniti rimangono una nazione indispensabile nel mondo libero, non possiamo proteggere i nostri interessi o servire efficacemente questo ruolo senza mantenere forti alleanze e mostrare rispetto verso quegli alleati”, è la posizione “vecchia scuola” di Mattis.

Il presidente Usa, dal canto suo, ha subito commentato la notizia delle dimissioni sui social, parlando di “pensionamento” di Mattis mentre i democratici hanno espresso preoccupazione per il passo indietro del capo del Pentagono, considerato “un’isola di stabilità nel caos dell’amministrazione Trump”.

Lo strappo era annunciato, visto che nei giorni scorsi Trump ha indicato il generale Mark Milley, attuale capo dello Stato Maggiore dell’esercito come prossimo capo degli Stati Maggiori Riuniti, al posto del generale Joseph Dunford, che lascerà il prossimo anno. Mattis invece aveva raccomandato il capo dello Stato Maggiore dell’Aeronautica, David Goldfein.

Sessantotto anni, Mattis – detto “Mad Dog”, cane pazzo – aveva lasciato la Marina Militare nel 2013 dopo 41 anni di carriera durante la quale era stato a capo delle operazioni statunitensi in Kuwait, in Afghanistan e in Iraq.

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