Roma, 7 ott – Mario Draghi incontrerà Matteo Salvini domani o sabato per fare il punto sull’azione di governo: ricucito dunque lo strappo sulla delega fiscale, a patto che – è la richiesta del leader della Lega – “si metta per iscritto no all’aumento delle tasse“. Dopo aver alzato la voce ieri, sfidando il premier – “noi una patrimoniale sulla casa non la voteremo mai” – Salvini abbassa i toni e chiede di modificare un solo passaggio del testo. “Chiedo di togliere quel comma dell’aggiornamento, tutto il resto va benissimo”, dice stamattina ai microfoni di Rtl 102,5. Niente crisi di governo, dunque. Salvini, dal canto suo, torna a fare richieste, come sulla riapertura delle discoteche – “capienza al 35%? Chiederemo almeno il doppio: se chiedi il green pass allora dai lavoro, sennò siamo alla follia” – ma la Lega resterà nel governo. Serve sia alla Lega che soprattutto al premier, per poter contare su un’ampia maggioranza e non incappare nei ricatti di una sola parte politica.



Draghi: “Il governo va avanti”

Il governo va avanti: l’azione del governo non può seguire il calendario elettorale“. Così ieri il premier in conferenza stampa al termine del vertice Ue in Slovenia, rispondendo a una domanda sull’eventuale apertura di una crisi. “Il governo – fa presente Draghi – non aumenta le tasse “e il motivo è semplice, l’ho detto tante volte. L’economia italiana prima del Covid era molto fiacca e quando è entrata nella pandemia ha avuto un trauma, un tracollo tra i più alti tra i Paesi Ue. Ora è il momento in cui le attività economiche sono ripartite, quindi lasciamo che ripresa si consolidi, non turbiamola con attacchi fiscali: questo il motivo dietro a questa decisione. Quella sul catasto – sottolinea il premier – è una “operazione di trasparenza. Perché nascondersi dietro l’opacità e calcolare le tasse sulla base di numeri che non hanno senso? Sono numeri che sono stati verificati vent’anni fa, moltiplicati per un numero, 160, che è il frutto di un negoziato. Non è meglio fare luce, essere trasparenti? E poi la decisione se far pagare o meno è una decisione assolutamente diversa ma intanto facciamo chiarezza”.

In merito allo strappo della Lega – che non si è presentata in Cdm per approvare la delega fiscale – il premier rassicura che l’allarme è rientrato. “Ieri o l’altro ieri ho detto chiedete a Salvini. Oggi lui ha parlato e ha detto che la partecipazione al governo non è in discussione: ci vedremo nei prossimi giorni“.

Salvini: “No all’aumento delle tasse, lo si metta per iscritto”

Dal canto suo, il leader della Lega rilancia sulla delega fiscale: “No all’aumento delle tasse, lo si metta per iscritto“. “Nel programma di governo c’è il no a nuove tasse. Io mi fido di Draghi oggi ma tra un anno chi ci sarà? L’80% degli italiani ha una casa”, spiega il leader della Lega. “A me interessa che nessuno paghi un euro di più: nella delega fiscale questo non c’è scritto. Sull’Iva si parla di rimodulazione, precisiamo in basso? Altrimenti dopo Draghi si alzano le tasse, bastano due righe”. “Se Draghi mi dice non aumento le tasse, mettiamolo per iscritto. Di lui mi fido, di altri no. Se viene un Monti? Con quella delega in bianco uno può aumentare le tasse e qualcuno mi direbbe, Salvini ma tu c’eri? Aumentare le tasse non è un problema per la Lega, ma per le associazioni, l’edilizia”, conclude il leader della Lega.

Ecco perché la Lega deve (e vuole) restare al governo

Oggi dunque in Cdm si affronterà il capitolo riapertura discoteche e capienza. Il Carroccio avanzerà le sue richieste, ma la linea è quella: contrattare, senza strappi, senza minacce di crisi. E non perché i vari Letta e Conte si stracciano le vesti per la Lega “irresponsabile”. Ma perché alla fine la Lega non può non restare nella maggioranza. Tuttavia, a ridosso del risultato delle amministrative – che preoccupa non poco Salvini – il leader della Lega deve alzare per forza la voce, e chiedere di più. Ha perso consensi e potrebbe perderne ancora – a vantaggio di FdI della Meloni, che è andata meglio alle elezioni – per cui in questa fase serve un po’ più di “Lega di lotta”. Ma nessuna crisi, nessuno strappo. Anche perché, in caso di uscita dalla maggioranza, Salvini si ritroverebbe con una Lega più che dimezzata: Giorgetti e i suoi resterebbero con Draghi.

Così il Carroccio prende le distanze da Forza Italia

La tensione resta alta, ma tutta nel centrodestra di governo, basti vedere la reazione di Forza Italia, con il ministro Brunetta che chiosa: “A forza di strappi si va a sbattere”. Ma è proprio nei confronti di FI che Salvini deve far vedere ai suoi elettori che la Lega è meno moderata. Più vicina a FdI, che sta all’opposizione. Anche perché proprio la svolta moderata della Lega di governo è stata punita dalle urne. Tuttavia Salvini può arrabbiarsi fino a un certo punto, perché deve restare nella maggioranza. Almeno fino all’elezione del presidente della Repubblica, partita che Salvini vuole giocare da protagonista. Poi tutto sarà possibile.

Adolfo Spezzaferro

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4 Commenti

  1. La #Lega non è costretta a restare al Governo.
    È stato proprio il fatto di aver fatto la sponda al Governo ad esempio sul #GreenPass ad averla fatta crollare alle elezioni amministrative.

    Affonderà definitivamente alle politiche proprio perché continua ad appoggiare un Governo messo in piedi dalle lobbies multinazionali.

    L’elettore leghista voleva una #Lega che ce l’ha ancora duro non una #Lega europeista e leccaculo che prende la base per il culo come ha fatto
    massimosconvolto.wordpress.com/2018/10/20/indecisi/

  2. Draghi dice “l’azione del governo non può seguire il calendario elettorale“.Praticamente dice che il governo deve disinteressarsi del popolo sovrano !!??

  3. Mica lo dice Cesare.

    Verba volant scripta manent, i fatti pure rimangono.

    A Draghi non gli frega chiaramente un cazzo del popolo italiano, lui è stato mandato per tentare di fermare la dovuta disgregazione dell’inutile Europa made in CIA
    https://www.ilgiornale.it/news/politica/ci-mancher-lomaggio-draghi-merkel-1980414.html

    posto che l’Europa è stata creata nell’interesse USA per permettere la riduzione dei costi, standardizzando i prodotti grazie a imposte regole comuni, alle multinazionali USA e vendere allo stesso prezzo USA e anche più straguadagnando, grazie proprio al cambio taroccato 1:1000 sui tutti i prezzi rispetto alla Lira, vedi Tesla con prezzi da ladri rispetto agli USA.

    Ti sembra che faccia quello che vorrebbe
    https://cise.luiss.it/cise/2020/05/04/italiani-spaccati-sulleuropa-ma-non-e-solo-una-questione-di-destra-vs-sinistra/
    la maggioranza degli italiani nel loro interesse?

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