Il Cairo, 18 giu – L’ex presidente egiziano Mohammed Morsi è morto dopo aver avuto un malore quanto meno sospetto in tribunale, alla fine di un’udienza del processo di spionaggio in cui era imputato. Morsi, 67 anni, esponente dei Fratelli musulmani, era stato presidente dal giugno 2012 al luglio 2013, nelle prime elezioni dopo la caduta di Hosni Mubarak. Era sotto processo per aver organizzato una maxi evasione dal carcere e per i disordini durante gli eventi della primavera araba all’inizio del 2011. Dopo un solo anno al comando dell’Egitto, Morsi era stato deposto da una rivoluzione popolar militare guidata dall’attuale capo di Stato Abdel Fattah al Sisi. “E’ un martire“, ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan parlando con i giornalisti, appena ha appreso la notizia. “Che Dio conceda al nostro martire, il nostro fratello Morsi, la sua misericordia”, ha esclamato.

Sepolto nella notte nel cimitero delle ex Guide della Fratellanza

Morsi è stato sepolto nella notte nel cimitero delle ex Guide della Fratellanza a Nasr City, alla periferia orientale de Il Cairo. L’islam, come noto, prescrive che un defunto sia seppellito il prima possibile. Dal canto suo il sito del quotidiano governativo Al Ahram, citando “fonti giudiziarie informate”, sostiene che Morsi “in detenzione è stato trattato secondo la legge e visitato da medici con cadenza regolare”.

Il malore mentre stava deponendo davanti al giudice

Dopo il decesso, avvenuto “per una crisi cardiaca” secondo la televisione di Stato, il cadavere è stato portato in ospedale. Dal tribunale fanno sapere che “Morsi stava parlando davanti al giudice da una ventina di minuti quando, all’improvviso, è apparso molto agitato ed è svenuto”. Il sito del quotidiano Al Ahram precisa che dopo lo svenimento è stato subito dichiarato morto e che non si conosce il nome dell’ospedale dove è stato portato il corpo. Si segnala inoltre che, prima del malore, il presidente della corte “aveva consentito a Morsi di parlare, su sua richiesta”. Morsi è stato il primo presidente democraticamente eletto nel Paese nordafricano.

Dichiarato lo stato di emergenza massimo

Dopo il decesso di Morsi, l’Egitto ha decretato lo stato d’emergenza massimo. Le strade hanno visto un dispiegamento di forze armate e polizia, come anche di blindati e unità antisommossa e sono state moltiplicate le guardie ai principali edifici dello Stato e nelle piazze principali.

“Sono esposto alla morte”

Questo processo è una farsa. Sono esposto alla morte, sono svenuto la settimana scorsa piu’ volte. C’è un messaggio importante che voglio comunicare al popolo egiziano“. Sono state queste le ultime parole di Morsi, secondo la pagina Facebook del partito Libertà e giustizia, espressione dei Fratelli musulmani e messo al bando in Egitto. L’ex presidente “si è lamentato di essere stato privato di medicinali e ha chiesto di esser autorizzato a incontrare il corpo di legali che lo difende“, ha spiegato il sito riportando poi, sempre fuori di virgolette, quello che si desume siano altre parole dell’ex presidente: “Perché voglio comunicare con loro a proposito di questioni importanti e pericolose“. Parole che Morsi è morto prima di poterle pronunciare, in circostanze a dir poco misteriose.

Adolfo Spezzaferro

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