Strasburgo, 26 mar – Il Parlamento europeo ha approvato, in sessione plenaria a Strasburgo, la nuova direttiva Ue sul diritto d’autore. “Il testo è approvato”, ha annunciato il presidente dell’Aula Antonio Tajani. La riforma del copyright è passata alla presenza di 658 europarlamentari, con 348 voti a favore, 274 contrari e 36 astenuti. In precedenza l’Aula ha respinto la proposta di 38 eurodeputati di riaprire il testo, votando gli emendamenti che erano stati depositati.

Il Parlamento europeo “ha scelto di mettere fine all’attuale Far West digitale, stabilendo regole moderne e al passo con lo sviluppo delle tecnologie” commenta Tajani.


“Queste regole – prosegue Tajani – permetteranno di proteggere efficacemente i nostri autori, giornalisti, designer, e tutti gli artisti europei, dai musicisti ai commediografi, dagli scrittori agli stilisti. Fino ad oggi i giganti del web hanno potuto beneficiare dei contenuti creati in Europa pagando tasse irrisorie, trasferendo ingenti guadagni negli Usa o in Cina”.

“Con questa direttiva abbiamo riportato equità e fatto chiarezza, sottoponendo i giganti del web a regole analoghe a quelle a cui devono sottostare tutti gli altri attori economici – aggiunge -. Abbiamo fornito ai detentori dei diritti d’autore gli strumenti per concludere accordi con le piattaforme digitali in modo da poter vedere riconosciuti i propri diritti sull’utilizzo del frutto della loro creatività”.

“Abbiamo inoltre creato maggiore trasparenza e un meccanismo adeguato per la risoluzione delle controversie – sottolinea Tajani -. Garantire ai giornalisti un equo compenso per il loro lavoro era una priorità del Parlamento. Con questa riforma assicuriamo una vera libertà di stampa e contrastiamo il fenomeno sempre più diffuso delle fake news, salvaguardando l’indipendenza e la qualità dei media, essenziali per una robusta democrazia”.

Il rischio bavaglio

L’europarlamento si è diviso per mesi su questa direttiva, con una grossa fetta di parlamentari che considera il pacchetto normativo una vera e propria censura su Internet.
I colossi del web potranno sfruttare la normativa e usare meccanismi automatici per filtrare i contenuti e cancellare anche materiale legale perché non coperto da diritti d’autore. Come è già successo con YouTube, che ha speso cifre astronomiche (che i piccoli non potranno permettersi) per dotarsi di filtri adeguati, comunque censurando materiale che non andava bloccato.

Altro aspetto osteggiato (anche dal M5S e dalla Lega) il fatto che gli aggregatori di notizie come Google News o Facebook dovranno far comparire solo un testo “molto breve”. Chi si oppone al provvedimento sostiene che si tratti comunque di una “tassa sui link”, che perfino Wikipedia rischia di dover pagare.

Wikipedia oscurata in segno di protesta torna visibile

La pagina italiana di Wikipedia è stata oscurata alla vigilia del voto proprio per chiedere ai deputati di “salvare il diritto d’autore in Europa”, perché “questa può essere la nostra ultima opportunità”. Dopo la votazione l’enciclopedia online è tornata visibile.

Ludovica Colli

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