Roma, 7 dic – Marine Le Pen è pronta a “invertire il corso della storia” insieme con Matteo Salvini. In un’intervista all’Adnkronos, la leader di Rassemblement National, il principale partito sovranista francese, spiega la strategia in vista del voto alle europee di maggio 2019, dove Rn e Lega dovrebbero presentare candidati comuni sotto il simbolo del Fronte della libertà.

Noi abbiamo l’obiettivo comune e l’ambizione di ribaltare il tradizionale rapporto di forze al Parlamento europeo – dice la Le Pen – Da troppo tempo, la destra e la sinistra europee, entrambe convertite alla religione del federalismo, si sono accordate per gestire le cose. E’ un accordo tacito che si ritrova spulciando i voti: destra e sinistra votano insieme la quasi maggioranza dei testi presentati al Parlamento“.

Ma, ne è convinta la Le Pen, “oggi, abbiamo la possibilità di invertire il corso della storia. Indubbiamente il vento soffia nelle vele dei difensori della nazione, elezione dopo elezione i sovranisti si rafforzano”.

Per la leader dell’ex Front National, “è dunque finito il tempo in cui i portavoce delle nazioni erano confinati ai margini della politica nelle istituzioni europee. A maggio del 2019 suonerà l’ora del risveglio dei popoli e noi abbiamo, con i nostri amici della Lega e i nostri alleati europei, un’opportunità formidabile di incarnare il cambiamento: noi lavoriamo con Salvini alla costruzione di questo polo maggioritario che rimescolerà le carte dell’organizzazione politica europea”.

Ma – sia chiaro – l’alleato di governo della Lega, il M5S, non farà parte del soggetto che nascerà all’indomani delle europee. “I deputati del Movimento 5 Stelle all’Europarlamento – spiega la leader nazionalista – hanno adottato una posizione quanto meno criticabile sui testi riguardanti l’immigrazione, votando a favore delle politiche migratorie avviate dalla Commissione europea”.

“Noi condividiamo con i nostri alleati storici della Lega questo punto di vista fondamentale sull’immigrazione – spiega – e l’assoluta necessità di combattere le politiche di invasione migratoria“. E la politica sull’immigrazione “è la sfida cruciale delle prossime elezioni europee, sulla quale l’unità di vedute è indispensabile per qualsiasi azione politica efficace: dinanzi a quanti sostengono l’apertura totale delle frontiere, noi dobbiamo dare prova di una determinazione incondizionata a opporci, e so quanto i nostri amici della Lega condividano con noi questa preoccupazione costante di combattere le politiche dannose della Commissione europea”.

Sul fronte degli altri movimenti sovranisti europei, il punto non è se l’ungherese Viktor Orban e l’austriaco Sebastian Kurz resteranno nel Ppe, la questione è “cosa ne sarà del Partito popolare europeo dopo le elezioni di maggio“, spiega la Le Pen.
“Orban e Kurz – prosegue – hanno fatto delle scelte chiare, seguendo una politica con la quale noi abbiamo delle convergenze in molti settori: la difesa dell’identità, la difesa della sovranità, la lotta contro l’immigrazione clandestina e le derive federaliste dell’Ue sono tematiche su cui questi due leader sono più vicini alle nostre idee rispetto a quelle difese dal Ppe”.

Quindi, alla domanda se intraveda la possibilità di un’alleanza fra popolari e sovranisti, la Le Pen replica che in realtà “già esiste in seno al gruppo dell’Europa delle nazioni e delle libertà, che riunisce i deputati sovranisti di otto Paesi europei”.

Poi la Le Pen condanna il Global Compact Onu sull’immigrazione, definendolo “un atto di tradimento“. La Francia dovrebbe fare lo stesso dell’Italia, ossia non firmarlo e dare la parola al Parlamento? “E’ evidente e ho chiesto a Emmanuel Macron di non firmare questo atto di tradimento – dice – Firmare qualcosa che rientra in un diktat imposto dalle più fanatiche elite pro migranti equivarrebbe a legarsi le mani, a rinunciare al diritto inalienabile di decidere chi è autorizzato a entrare e risiedere nel nostro territorio”.

A proposito della protesta dei gilet gialli, la le Pen non esclude che possa estendersi ad altri Paesi. “Senza voler interferire negli affari interni degli Stati, appare chiaro che numerosi leader dei Paesi dell’Unione europea si ergono in difesa di un ordine stabilito, di interessi di minoranze attive e di lobby che sono contrarie agli interessi della maggioranza della popolazione”, sottolinea.

“Le politiche di austerità – denuncia ancora la leader sovranista – non fanno altro che prendere per la gola la popolazione per soddisfare le esigenze ultraliberali di cenacoli e istituzioni non democratiche. Gli europei sono innamorati della libertà, la loro storia ne è impregnata. Le derive autocratiche dell’Ue e il servilismo dei suoi leader alimentano di fatto questa diffidenza e questo rifiuto legittimo del potere al governo”.

Infine, la Le Pen commenta la manovra gialloverde: l’Italia ha ragione nella battaglia che sta conducendo con l’Ue, perché la libertà e la democrazia “sono incompatibili con la sovranità condivisa“. E sottolinea come lo scontro in corso tra Roma e Bruxelles sia “al cuore stesso della problematica rappresentata dall’Unione europea”. “L’Italia – conclude – è perfettamente legittimata nella sua volontà di applicare le sue scelte di bilancio, perché le sue scelte sono emanazione dell’espressione della volontà popolare”.

Adolfo Spezzaferro

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