Locri, 30 set – L’ex simbolo dell’accoglienza ed ex sindaco di Riace Mimmo Lucano è stato condannato a 13 anni e due mesi di carcere per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. E per illeciti in relazione ai progetti di accoglienza agli immigrati. Una condanna molto più dura peraltro di quanto chiesto dalla procura di Locri. Come è noto, Mimmo Lucano nel 2018 è stato indagato per il sistema criminale di sfruttamento degli immigrati che c’era dietro il “paese dell’accoglienza”. Lucano era sotto processo anche per abuso d’ufficio, truffa, falsità ideologica, turbativa d’asta, peculato e malversazione a danno dello Stato. Per l’ex sindaco di Riace il procuratore capo Luigi D’Alessio e il pm Michele Permunian avevano chiesto una condanna a 7 anni e 11 mesi. Ma i giudici hanno ritenuto la condotta di Lucano ancora più grave, quasi raddoppiando la pena.



L’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano condannato a 13 anni e due mesi per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina

Secondo la sentenza di primo grado, il modello Riace in realtà era un sistema criminale che lucrava sugli immigrati invece di aiutarli. L’ex sindaco era accusato di essere il promotore di un’associazione a delinquere che aveva lo scopo di commettere “un numero indeterminato di delitti (contro la pubblica amministrazione, la fede pubblica e il patrimonio), così orientando l’esercizio della funzione pubblica del ministero dell’Interno e della prefettura di Reggio Calabria, preposti alla gestione dell’accoglienza dei rifugiati nell’ambito dei progetti Sprar, Cas e Msna e per l’affidamento dei servizi da espletare nell’ambito del Comune di Riace”.

L’avvocato difensore ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia si straccia le vesti: Accanimento terapeutico della pubblica accusa”

Dal canto loro, gli avvocati difensori di Lucano, Andrea Daqua e l’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia, parlano di “accanimento terapeutico” della pubblica accusa. Secondo Pisapia, l’ex sindaco di Riace avrebbe agito da “rappresentante dello Stato e interprete della Costituzione quando lo Stato era assente” e incapace di dare assistenza e riparo ai profughi che a centinaia sbarcavano sulle coste calabresi durante l’emergenza Mediterraneo. Se da sindaco “è andato oltre” le sue facoltà, non è stato certo “per il potere, ma perché ci credeva ed era giusto, perché lo chiede la nostra Costituzione”, ha detto Pisapia. Ma non ha convinto i giudici.

L’ex sindaco di Riace è candidato alle regionali a sostegno di De Magistris. Ma per lui scatta la Severino

Una sentenza che ora impatta anche sulle regionali. Lucano infatti è capolista di “Un’altra Calabria è possibile”, a sostegno dell’ex pm ed ex sindaco di Napoli, Luigi De Magistris. Tuttavia, se venisse eletto, in applicazione della legge Severino, l’ex campione dell’accoglienza osannato dalla sinistra immigrazionista, non potrebbe ricoprire la carica. Sarebbe immediatamente sospeso, in virtù della condanna appena ricevuta.

Adolfo Spezzaferro

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9 Commenti

  1. Qui finisce che se sceglie di ad andare in appello, rischia di trovarsi con una condanna ancora più alta. Quasi quasi sarebbe meglio che scegliesse la galera; tredici anni passano alla svelta; non proprio alla sveltina ma intanto per qualche tornata elettorale siamo protetti.

  2. Quest’ uomo si è presentato al pubblico come un arrogante buffone, si è comportato con tracotanza e sicurezza… e Pisapia lascia pure intendere circa un determinato concorso esterno pro interpretazione costituzionale!! Comunque, sconteranno alla grande facendolo passare per un malato infantile della Costituzione Repubblicana.

  3. Giudizi personali a parte, leggendo Il Tempo (Bechis) e Open ma anche Travaglio, sembra che i FATTI siano diversi e che la condanna NON riguardi il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Mi limiterei a Bechis del Tempo …

  4. Credo che in appello o in cassazione lo salveranno. La magistratura italiana è molto politicizzata a sinistra. Mi stupirebbe molto se lo condannassero anche negli altri gradi di giudizio.
    Temo, invece, che sia Salvini a rischiare molto nel suo processo a Palermo ; si profila una condanna per “sequestro di persona” che avrà la funzione di intimidire chiunque tenterà in futuro di opporsi a logiche sinistrorse o sorosiane riguardo ai processi migratori…

  5. Ma a certi lor signori pare giusto che gli agenti dei disgraziati, in un modo o in un altro, debbano prendersi “le provvigioni” !! Questo Bechis non lo dice.

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