Roma, 11 feb – Se il silenzio quasi sempre è d’oro, nel caso delle Foibe servirebbe con tutta evidenza servirebbe almeno ricordare le vittime di un ignobile massacro. Peccato che la lettera del presidente Borut Pahor della Slovenia sia peggio di un brutto tacere. Pahor ha infatti scritto a Sergio Mattarella protestando per “alcune inaccettabili dichiarazioni di alti rappresentanti della Repubblica Italiana in occasione della Giornata del Ricordo che danno l’impressione che gli eventi legati alle foibe siano stati una forma di pulizia etnica”.

Ecco, neppure il buon gusto del silenzio. Addirittura il presidente sloveno si è permesso di lagnarsi con il presidente della Repubblica italiano negando l’evidenza e di fatto gettando fango sui martiri delle Foibe. Perché sì, quel massacro fu proprio una pulizia etnica. “Non e’ la prima volta – ha poi aggiunto Pahor nella lettera diffusa dall’agenzia di stampa Sta – che le dichiarazioni di alcuni politici italiani suscitano sdegno e preoccupazione in Slovenia, ma e’ preoccupante l’uso di retorica in un periodo in cui Italia e Slovenia devono difendere dalla tante sfide il progetto comune europeo”. Insomma, invece che ammettere le colpe dei partigiani jugolasvi, il presidente sloveno si indigna per le commemorazioni delle istituzioni italiane.

In attesa di una dura e doverosa replica da parte di Mattarella (ammesso che arrivi), come se non bastasse, a dar manforte al presidente della Slovenia, ha provveduto il ministro degli Esteri della Croazia Marija Pejcinovic Buric, che sulle Foibe ha pensato bene di attaccare il presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani, parlando di “revisionismo storico inaccettabile, soprattutto perché proviene da un alto funzionario che rappresenta il Parlamento europeo”.

Secondo la signora Buric spendere parole per ricordare i martiri delle Foibe significa infatti lanciare messaggi “contrari allo spirito della riconciliazione, della convivenza e di tutti i valori della civiltà su cui è stata costruita l’Ue”. Se questa è la civiltà su cui si è costruita l’Unione Europea, ne facciamo volentieri a meno.

Eugenio Palazzini

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10 Commenti

  1. Continuate ad andare in vacanza in Slovenia e Croazia, mi raccomando. Come se nelle loro teste il disprezzo per gli italiani fosse mai venuto meno.

  2. Sloveni e Croati sono sempre stati i nostri problemi ad Est. Questi già alla fine della prima guerra mondiale volevano addirittura Trieste…. Comunque l’Italia ha commesso la solita serie di errori, e queste sono le conseguenze. Primo: con l’implosione dells Yugoslavia nel 1991 si è persa l’occasione di ridiscutere Osimo, e soprattutto di stare dalla parte dei Serbi. Secondo: si è accettato l’ingresso di paesti nella UE senza condizioni (guardate la Grecia con la Macedonia…).

  3. Non fu pulizia etnica? E allora come mai prima del 1947 la comunità italofona dell’Istria era maggioritaria e costituiva il 55% della popolazione, mentre oggi arriva a malapena al 6%?

  4. Forse sto zingaro de merda ha qualche parente che ancora prende il vitalizio dall’italia, ma ancora si può far parlare sti personaggi ignobili?

  5. Parla pure di cooperazione europea? Fino a ieri ai vendevano i parenti come i cornetti al.bar adesso parlano? Zingari sono e zingari rimangono!! Loro un porto sicuro non lo hanno?

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