Tripoli, 15 apr – Proseguono i combattimenti attorno a Tripoli tra l’esercito del governo libico riconosciuto dall’Onu di Fayez al Serraj e l’Esercito nazionale libico del generale Khalifa Haftar. Aumentano le vittime: lo riferisce l’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità, secondo cui i morti sono 147 e 614 i feriti. L’Oms, si legge ancora nella nota, ha messo in campo team di operatori chirurgici “per aiutare gli ospedali a far fronte all’afflusso di casi traumatici”.  Al Serraj sta resistendo e anzi è passato alla controffensiva: “No a un cessate il fuoco, le forze di Haftar devono ritirarsi“. Intanto l’Italia tenta una mediazione: nel pomeriggio il presidente del Consiglio Giuseppe Conte incontrerà a Roma il vicepremier libico, Ahmed Maitig, e il ministro degli Esteri del Qatar, al Thani.

Si arrende una intera compagnia di Haftar

Una intera compagnia di Tarhouna delle forze di Haftar si è arresa alle forze governative libiche sul fronte di Suani ban Adem, 25 km a sudovest di Tripoli. La compagnia, composta da una trentina di militari, si è consegnata uomini e mezzi – tra i quali diversi pick-up e blindati – alla brigata 166 di Misurata, attiva nell’area.

Missili su quartiere residenziale alle porte di Tripoli

All’alba, cinque missili Grad sono caduti su un quartiere residenziale alle porte di Tripoli, Abu Salim, sulla strada per l’aeroporto della capitale libica. Lo ha riferito lo stesso sindaco del quartiere su Twitter. Secondo un portavoce, il bombardamento ha colpito diversi appartamenti e case e sono intervenuti i cittadini per estinguere i fuochi ma non ci sono state vittime. Il governo di Accordo nazionale al Serraj accusa le milizie di Haftar di lanciare missili anche contro le abitazioni di civili, ma le truppe del generale della Cirenaica si difendono sostenendo che sono in atto tentativi per delegittimare l’offensiva.

Maitig: “Si rischia guerra come quella in Siria”

“Attenti, state aprendo la strada a una mostruosità che produrrà una guerra civile tipo Siria di fronte all’Italia“. Questo il monito lanciato dal vicepremier libico, Ahmed Maitig, che oggi sarà a Roma per discutere con il premier Conte, e il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, della crisi a Tripoli. In un’intervista a Repubblica, Maitig definisce l’offensiva militare lanciata dal generale Haftar su Tripoli un “tradimento della legge internazionale, dell’Onu, che aveva qui il suo segretario generale Guterres mentre Haftar dava gli ordini di attacco”.  Dal canto suo, il presidente del Consiglio assicura: “Stiamo seguendo sempre l’evoluzione della Libia. Siamo preoccupati, noi vogliamo una soluzione politica e farò di tutto perché tutti gli attori libici, compresi gli esponenti della comunità internazionale, lavorino con noi per una soluzione pacifica e definitivamente stabile”.

Autobomba a Bengasi, nel mirino colonnello di Haftar

Attentato a Bengasi contro uno stretto collaboratore del generale Haftar: un’autobomba è esplosa al passaggio della vettura del colonnello Adel Marfoua, comandante dell’antiterrorismo. Lo riferiscono i media libici secondo cui Marfoua e i suoi accompagnatori sono rimasti lievemente feriti. Si tratta del primo attentato nel capoluogo della Cirenaica, a est della Libia, da quando è iniziata l’offensiva delle forze di Haftar su Tripoli, il 4 aprile.

Craxi: “Italia negozi tregua tra Haftar e Sarraj”

“A differenza di quanto consiglia in maniera non proprio disinteressata Maitig a mezzo stampa, credo che l’Italia, ed al pari l’intera comunità internazionale, debba negoziare una tregua tra Haftar e Sarraj, coinvolgendo in questo improbo compito le tante realtà presenti nel complesso scacchiere libico“. Cosi’, Stefania Craxi, senatrice di Forza Italia e vicepresidente della commissione Affari esteri. “Siamo ben consci di non essere davanti a ‘mammolette’, ma resto convinta che una soluzione diplomatica sia non solo nel nostro interesse, ma nell’interesse della Libia. Per inverso, il ministro Moavero farà bene negli incontri odierni a chiedere lumi su quanto avvenuto a Tripoli nel periodo antecedente all’offensiva militare di Haftar e che ha indebolito ancor più lo stesso Sarraj. Con tutta evidenza si èconsumato un gioco interno al governo di Tripoli e sono venuti meno accordi con lo stesso generale della Cirenaica che hanno incentivato un’offensiva che non è certo nata negli ultimi giorni, ma che è stata anticipata da una campagna politico-militare nel Sud del Paese”. “Quanto ai piani di Haftar, con tutta evidenza, prevedevano ben altra tempistica e difficoltà per la ‘conquista’ di Tripoli. Non si spiegano altrimenti le richieste di aiuti che, in queste ore, partono verso i Paesi del Golfo, e non solo, nonche’ l’arrivo di ‘mercenari’. Ma tempi a parte – conclude la Craxi – se non si cambia registro l’esito sarà drammatico quanto prevedibile…”.

Ludovica Colli

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