Tripoli, 17 apr – Attacco finale a Tripoli. E’ l’ordine dato oggi dal generale libico e capo dell’autoproclamato Esercito nazionale libico Khalifa Haftar. Lo riferisce l’emittente al-Jazeera citando fonti della sicurezza libiche. Secondo l’emittente del Qatar vicina al governo di Accordo nazionale del premier Fayez al Serraj, il “maresciallo” della Cirenaica avrebbe impartito l’ordine alle sue forze via radio, chiedendo loro di entrare nella capitale libica stamattina ”ad ogni costo”. La stessa fonte spiega che Haftar ha chiesto ai suoi uomini di “intensificare l’attacco a Tripoli” dopo che sono stati costretti a ritirarsi da alcuni fronti nella battaglia contro le forze di al Serraj. Sono almeno sei i morti, di cui cinque donne, e 35 i feriti a causa della pioggia di missili scatenata dall’Esercito nazionale libico sulla località di Abu Salim, nei pressi della capitale.

“Offensiva mira a liberare la Libia dal terrorismo”

L’offensiva è finalizzata a liberare la Libia dai terroristi e non si fermerà fino a quando non si otterrà la vittoria, ha annunciato il portavoce delle truppe di Haftar, Ahmed al-Mismari, nel corso di una conferenza stampa. ”Queste battaglie rientrano nel contesto di una lotta totale al terrorismo. Nel 2014 è stata presa la decisione di liberare il Paese dalle organizzazioni terroristiche, dalle bande e dai gruppi armati. Ora il governo di concordia nazionale è completamente paralizzato e le sue decisioni non sono valide”, ha affermato Mismari.  Quella in corso a Tripoli è una ”battaglia decisiva’‘, per cui l’autoproclamato Esercito nazionale libico ha preso ”tutte le misure necessarie per far sì che sia un successo”, ha affermato ancora il portavoce aggiungendo: ”Sappiamo che si tratta di una battaglia molto grande e sappiamo anche che è una battaglia decisiva. Per questo abbiamo preso tutte le misure necessarie perché sia un successo”, ha affermato Mismari. ”Inoltre, abbiamo preso tutte le misure necessarie a proteggere i civili, oltre che le proprietà pubbliche e private”, ha aggiunto. Mismari ha quindi affermato che tutti i gruppi terroristici vanno eliminati prima della ricostruzione della Libia, che deve essere gestita dai nuovi leader.

Sale il numero delle vittime: 190, di cui 60 minorenni

Nel frattempo il numero dei morti in Libia continua a salire. Le vittime sono ormai 190, di cui 60 minorenni, e 850 feriti, secondo il fondatore dell’Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) e consigliere dell’Omceo di Roma, Foad Aodi, rimasto in contatto con i medici libici tutta la notte. Più di 22 mila gli sfollati di cui 8.000 minorenni. “I colleghi libici raccontano di scontri feroci al Sud della capitale libica e nel quartiere Abu Salim, con morti per le strade e dentro le case, con tante vittime senza un nome tirate fuori da sotto le macerie dopo giorni”, sottolinea il medico aggiungendo che “aumenta giorno dopo giorno il rischio epidemia, così come la carenza di tutto”. “Gli ospedali possono garantire servizi ancora per poche settimane”, continua Aodi che fa il suo appello ai politici libici “affinché combattano la corruzione di generali e poliziotti, che controllano il mercato degli esseri umani in Libia e coprono gli scafisti, e arrestino tutti i terroristi impedendo loro di partire se vogliono veramente arrivare a una soluzione pacifica e politica”. Poi l’appello appello al governo italiano perché “convochi urgentemente una conferenza euro-mediterranea e Onu per il cessate fuoco“: “Ieri sera il conflitto è entrato nella sua fase di non ritorno”.

“Haftar criminale di guerra”

Haftar è un ”criminale di guerra” ha detto il capo del Consiglio presidenziale libico, al Serraj, annunciando che oggi il governo di Tripoli ricorrerà nei suoi confronti alla Corte penale internazionale. Impegnato in una visita a uno dei luoghi bombardati dalle forze di Haftar a Sud di Tripoli, il premier ha affermato che ”il governo presenterà oggi alla Corte penale internazionale i documenti per condannare Haftar come criminale di guerra e autore di crimini contro umanità”. Lo riporta l’emittente al-Jazeera.

Ludovica Colli

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