Roma, 24 ago – La trattativa per l'”inciucione” M5S-Pd va avanti. Ma oltre ai paletti del capo politico dei 5 Stelle Luigi Di Maio (taglio dei parlamentari e Conte bis), a preoccupare i dem è soprattutto la possibilità che i pentastellati possano ricucire con la Lega. “Io mi auguro che non esista dopo tutto quello che è successo l’ipotesi di un doppio forno, e ho fiducia che non sia così, perché altrimenti sarebbe una cosa molto grave dal punto di vista della trasparenza della politica”, così il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, rispondendo alle domande dei giornalisti sull’ipotesi di una doppia trattativa tenuta aperta dal Movimento 5 Stelle.

Marcucci: “Senza ultimatum e veti accordo possibile”

I dem cercano di capire con i pentastellati che margini di trattativa ci sono e lo fanno per bocca del presidente dei senatori Andrea Marcucci: “Ieri con la delegazione del M5s abbiamo stabilito un percorso per arrivare ad un accordo di governo serio e responsabile. Il confronto va avanti esattamente nelle modalità stabilite. Siamo convinti che, senza ultimatum e senza veti, riusciremo a dare un governo al Paese”. Insomma, il messaggio del Pd ai 5 Stelle è chiaro: via i paletti e diamo vita al “governo della poltrona” per impedire agli italiani di mandarci tutti a casa con il voto.

Boschi: “E’ Zingaretti a trattare, ha detto lui no a Conte”


Sul fatto che Di Maio abbia causato l’impasse proponendo un Conte bis è intervenuta anche Maria Elena Boschi. “La trattativa la gestisce Zingaretti, sulla base della linea stabilita in direzione, ed è lui ad aver detto no all’ipotesi di un governo Conte bis”. Così la Boschi in Garfagnana, nell’ultimo giorno della scuola di politica del “suo” Matteo Renzi, risponde ad una domanda su un reincarico al premier dimissionario. “Nel momento in cui il segretario, che sta seguendo la trattativa con il Movimento 5 Stelle, ha espresso una posizione (sul governo Conte bis, ndr), credo che soltanto il segretario, eventualmente, possa cambiare quella posizione“.

Come è noto, Zingaretti è contrario all’ipotesi di un reincarico perché il Pd chiede discontinuità sul fronte dei nomi e dei programmi (“Nulla di personale – ripete anche stamane – ma facciamo una cosa nuova“). Certo è che per i dem l’ipotesi di poter arrivare a fine legislatura con un bel patto anti-italiani conservando la poltrona dovrebbe essere un valido motivo per piegarsi ai 5 Stelle.
Adolfo Spezzaferro

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