Roma, 23 ago – Si è concluso nell’arco di due ore il primo incontro tra M5S e Pd per formare un governo in grado di convincere il Presidente Mattarella a non sciogliere le Camere (e permettere così al “partito della poltrona” di non andare a casa). Se sul fronte dei 5 Stelle appare dirimente il taglio dei parlamentari – che inizialmente il Pd non sembrava voler fare – per i dem (al netto delle gravi divisioni interne) non ci sarebbero ostacoli insormontabili, nella trattativa.

Di Maio: “Chiesto taglio parlamentari ma il Pd già litiga”

Il taglio dei parlamentari si deve fare e basta, se non c’è il primo punto non c’è nient’altro“, ha affermato il capo politico del M5S Luigi Di Maio lasciando la Camera dei Deputati per recarsi a pranzo in un ristorante vicino mentre era in corso l’incontro con i dem. “Il Pd però già litiga – ha continuato – li conoscevamo abbastanza, purtroppo. Si chiariscano le idee. Per quanto mi riguarda non c’è niente da litigare sul taglio dei parlamentari. Gli italiani vogliono il taglio dei parlamentari e non discussioni a mezzo stampa”, ha concluso il vicepremier riferendosi alla bomba sganciata nel bel mezzo del Nazareno da Renzi, con le sue accuse a Gentiloni.

Delrio e Marcucci: “Clima costruttivo”


“C’è stata un’ampia convergenza sui punti dell’agenda ambientale e sociale. C’è un lavoro molto serio da fare sulla legge di Bilancio, sulle priorità“, ha dichiarato il capogruppo Pd alla Camera, Graziano Delrio, al termine dell’incontro con la delegazione pentastellata. Stessa linea quella adottata da Andrea Marcucci: “Il clima che c’è stato nel corso della riunione è stato costruttivo e che giudichiamo positivamente, non vediamo ostacoli insormontabili“. Così il capogruppo Pd al Senato. Non è affatto un caso che gli esponenti dem si siano guardati bene dal citare il pomo della discordia. Ma i 5 Stelle non mollano la presa e chiedono garanzie sul taglio dei parlamentari. Certo è che la “ragion di poltrona” alla fine potrebbe convincere anche i più restii. Staremo a vedere.

Adolfo Spezzaferro

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