Baghdad, 11 mar – Il presidente iraniano Hassan Rohani è in Iraq per una visita di tre giorni considerata “storica”. Al suo arrivo a Baghdad è stato accolto dal presidente iracheno Barham Salih.

Nel corso della sua visita incontrerà anche a Najaf il grande ayatollah Ali al-Sistani, con cui si recherà in visita ai luoghi considerati sacri sciiti.

Per Rohani è la prima visita ufficiale in Iraq da quando è stato eletto nel 2013.

Per noi la sicurezza, la stabilità e la democrazia in Iraq sono molto importanti e un Iraq più sicuro e stabile contribuirà a una maggiore sicurezza e stabilità dell’intera regione”, ha detto in una conferenza stampa congiunta a Baghdad con il suo omologo iracheno Salih.

L’Iraq può svolgere un ruolo molto importante per la sicurezza della regione e per stabilire rapporti più stretti tra i Paesi”, ha proseguito Rohani.

“Vogliamo essere più vicini ed uniti all’Iraq”, ha aggiunto il presidente iraniano, specificando che “in Iraq ci sentiamo a casa”.

Il governo iraniano attribuisce “grande peso a questa visita e speriamo di essere testimoni dello sviluppo delle relazioni tra due Paesi fratelli”, è l’auspicio di Rohani.

La lotta al terrorismo

“Siamo lieti di essere stati al fianco della nazione e dell’esercito iracheni nei giorni difficili della lotta al terrorismo”, ha detto poi il presidente iraniano riferendosi all’aiuto che la Repubblica islamica ha fornito all’Iraq nel contrasto al sedicente Stato islamico (Is).

Salih: “Vittoria contro Is non è completa, serve cooperazione”

“La vittoria contro il terrorismo non è completa ed i Paesi della regione devono cooperare per raggiungerla”. Lo ha dichiarato il presidente iracheno Salih.

L’Iraq non dimenticherà il sostegno dell’Iran nei giorni in cui si fronteggiava la tirannia ed il suo grande ruolo nella lotta al terrorismo“, ha affermato Salih.

Lo sviluppo dei rapporti con l’Iran “sarà di beneficio per l’Iraq e la regione”, ha proseguito.

“Confermiamo che la sicurezza comune tra noi, l’Iran ed i paesi regionali richiede un rafforzamento della cooperazione per affrontare il riemergere del terrorismo” in Medio Oriente e nel Golfo Persico, ha aggiunto il presidente iracheno.

L’obiettivo, ha spiegato è “creare un sistema basato su interessi economici comuni tra i popoli della regione per liberarsi dei conflitti che l’hanno travolta“.

Salih ha quindi sostenuto che il governo iracheno “non vuole che il Paese sia un’arena di conflitti tra potenze in competizione né una base per lanciare attacchi contro i nostri vicini”.

Sul colloquio con Rohani, infine, Salih ha evidenziato che le parti hanno discusso di vari temi come “i confini, l’acqua, la creazione di linee ferrovie tra i due Paesi, giacimenti petroliferi congiunti” oltre a “questioni commerciali, petrolio e gas”.

Gli accordi commerciali

I due Paesi si avviano ad avere un interscambio commerciale del valore di 20 miliardi di dollari l’anno.

Il governo iracheno ha incrementato gli scambi commerciali con il vicino, con il quale però è indebitato per due miliardi di dollari di importazione di gas ed energia elettrica.

Al momento Teheran esporta in Iraq 200 milioni di dollari di gas al mese.
Ludovica Colli

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