Pyongyang, 12 apr – Kim Jong-un resta “leader supremo” con la rielezione alla presidenza della commissione sugli Affari statali, il più alto organo decisionale della Corea del Nord. Nel corso della riunione di ieri, l’Assemblea suprema del popolo ha sostituito il suo Capo di stato de facto, ruolo in gran parte simbolico che rappresenta il Paese all’estero, da un uomo sanzionato dagli Stati Uniti per presunte violazioni dei diritti umani, secondo quanto riportato dalla stampa ufficiale. A prendere il posto di Kim Yong Nam, presidente del Presidium con funzioni essenzialmente onorarie da quasi 20 anni, è stato infatti Choe Ryong Hae, riferisce la Kcna. All’età di 91 anni, Kim Yong Nam è una delle personalità più longeve della Corea del Nord. Considerato da tempo il volto diplomatico del Paese, ha partecipato a diversi eventi internazionali nel 2018, tra cui vertici storici con i leader statunitensi, cinesi e sudcoreani, nonché i Giochi olimpici invernali in Corea del Sud. Il pensionamento era previsto a causa della sua età avanzata.

Il premier Pak Pong-ju è stato sostituito da Kim Jae-ryong, funzionario del Partito dei Lavoratori. Il suo sostituto, considerato il numero due dietro il leader Kim Jong-un, è nato nel 1950, segnale questo di un cambio generazionale ai vertici dello Stato nordcoreano. La Kcna ha definito la sua selezione un “grande evento politico di importanza storica cruciale”.

Le congratulazioni di Xi Jinping

Il presidente cinese Xi Jinping ha inviato un messaggio di congratulazioni a Kim Jong-un per la sua rielezione. Lo riferisce l’agenzia Xinhua. Nel messaggio, Xi ha sottolineato il legame di amicizia tra Cina e Corea del Nord, a cui ha dichiarato di attribuire “grande importanza” e ha auspicato un ulteriore sviluppo delle relazioni tra i due Paesi. Il presidente cinese ha ricordato anche i quattro incontri avuti con Kim dal marzo dello scorso anno, durante i quali Cina e Corea del Nord “hanno raggiunto una serie di importanti consensi, che hanno aperto a un nuovo capitolo nelle relazioni” bilaterali.

Ludovica Colli

 

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