Roma, 18 gen – La  legge trans scozzese permette a chiunque di almeno 16 anni di cambiare genere con una semplice autocertificazione: un trionfo del puro caos che, però, il governo di Londra ha bloccato. La politica del Regno Unito, nel frattempo, si spacca sulla questione.

Legge trans scozzese, l’alt di Londra

Ovviamente Repubblica non può che parlare di fantomatici “diritti transgender”, ma la questione reale si pone tra il governo di Rishi Sunak e quello del premier scozzese Nicola Sturgeon. Non accadeva dai tempi di Tony Blair che un esecutivo di Londra annunciasse di voler bloccare una legge di Edimburgo. Un testo, secondo l’esecutivo inglese, “pericoloso per le donne”. Il che ha suscitato la reazione indignatissima della Sturgeon che ha definito “inaccettabile” il rifiuto. Questo sebbene gran parte degli scozzesi stessi non abbia visto di buon’occhio “la riforma”. Sul tema è intervenuta anche la scrittrice J. K. Rowling, da sempre ostile alle leggi proposte sui trans.

Un Paese spaccato

Paese spaccato, o Paesi spaccati, ma insomma, oltremanica la situazione è in stato di fibrillazione. Scontatissimi gli interventi dei giovani che accusano di “transfobia” le istituzioni britanniche, tanto che un attivista riportato da Euronews, Owen Hurcum, commenta: “Nulla nel provvedimento potrebbe contrastare e danneggiare l’uguaglianza nel Regno Unito”. Sulla stessa linea tale Laura Dale, che dichiara: “Pur di non estendere i diritti dei trans, il governo britannico è disposto a danneggiare la sua reputazione e le relazioni con la Scozia”. “Sono i soliti Lgbt”, direbbe qualcuno.

Alberto Celletti

Ti è piaciuto l’articolo?
Ogni riga che scriviamo è frutto dell’impegno e della passione di una testata che non ha né padrini né padroni.
Il Primato Nazionale è infatti una voce libera e indipendente. Ma libertà e indipendenza hanno un costo.
Aiutaci a proseguire il nostro lavoro attraverso un abbonamento o una donazione.

 

La tua mail per essere sempre aggiornato

2 Commenti

Commenta